Ciaffi

Piccoli tesori raccontano

Archivio di settembre 2007

25 settembre 2007

Mamma mi compri le merendine?

DVDmerendine

Le case degli italiani sono pronte ad essere invase dalle nuove sorprese della nota azienda alimentare. Anzi l’invasione è già iniziata. Abilissima la Ferrero ha inserito per diverse settimane un DVD o un video-gioco in alcune merendine. DVD e video-giochi ammiccanti tra gli scaffali già da settimane avevano attirato l’attenzione dei più piccoli.
Come resistere alla scritta urlata sulla confezione: DVD in regalo? Mamma mi compri le merendine? Anche i genitori più recalcitranti hanno capitolato.
E dopo i ciaffi multimediali arrivati in copie multiple, sono arrivati i gadgets, i protagonisti dei videogiochi e filmati.

Ma oggi non voglio parlare della relazione merendine, gadgets, pubblicità-obesità infantile, temi di cui si parla anche troppo, ma guardare la cosa da una angolazione diversa. La filiera produttiva delle sorprese, per una volta niente etichette alimentari ma occhi puntati su quanta plastica Made in China arriva in casa associata alle confezioni.

Poi se leggi queste notizie, Ferrero appalta in Cina a ditte locali la produzione delle sorprese per gli ovetti Kinder senza richiedere controlli sulle condizioni di lavoro, che a detta di alcune testimonianze, sono drammatiche. Ti viene voglia di cercare e trovare smentite che purtroppo non si trovano in rete.

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¿Mamá me compras las merenditas?

DVD Ferrero

Las casas de los italianos están listas a ser invadidas por las nuevas sorpresas de la conocida hacienda alimentaria. Mejor dicho la invasión ya ha comenzado. Con astucia la Ferrero ha incluido por varias semanas un DVD o un video-juego en algunas merenditas. DVD y video-juegos atrayentes entre las góndolas desde hace algunas semanas habían atraído la atención de los más pequeños.
Como resistir a la escritura estridente en el envase: ¿DVD de regalo? ¿Mamá me compras las merenditas? Aún los padres más recalcitrantes han capitulado.
Y luego de los ciaffis multimediales que llegaron en copia múltiple, llegaron los gadgets, los protagonistas de los video-juegos y los films.

Pero hoy no quiero hablar de la relación merenditas, gadgets, publicidad-obesidad infantil, temas de los cuales se habla mucho; quiero mirar la cosa desde un ángulo diferente. Por una vez nada de etiquetas alimentarias; quiero apuntar los ojos a la filial productiva de las sorpresas, sobre cuanto plástico Made in China llega a casa asociado a los envases.

Luego si lees estas noticias, Ferrero contrata en China a empresas locales la producción de las sorpresas para los huevitos Kinder sin pedir controles sobre las condiciones de trabajo, que a decir de algunos testimonios, son dramáticas. Te dan ganas de buscar y encontrar desmentidas que lamentablemente no se encuentran en la red.

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15 settembre 2007

Liquirizia e regaliz

scatole amarelli

Quando l’altro giorno a Urbino ho visto nella vetrina di una tabaccheria, queste scatole piene di confetti di liquirizia, non ho resistito e ne ho prese un paio. Sono della Amarelli, una delle principali aziende italiane produttrici di liquirizia e derivati, si trova in Calabria a Rossano ed è in funzione dal 1700.
La liquirizia è un sapore lontano per me e vi spiego subito il motivo. La sottoscritta dopo la seconda gravidanza si è trovata con livelli di pressione arteriosa al di sopra della media, non solo ho diminuito fino a quasi ad azzerare il consumo di sale a tavola, ma ho cercato di evitare o ridurre tutti quei fattori alimentari che se assunti in quantità elevata hanno un effetto ipertensivo. La liquirizia è nota per le sue proprietà ipertensive, ovviamente l’effetto dipende dalla quantità e dalla lavorazione, ma con il tempo il sapore della liquirizia è diventato sempre più raro.
Il ricordo della liquirizia per me è associato alle mitiche rotelle che si vendevano sfuse e se ricordo questo sapore, è inevitabile pensare alle scuole medie e a un baretto di fronte alla scuola Leopardi in Via Veneto. Noi studenti ci passavamo prima di entrare in classe per prendere la merenda, bibite o caramelle e le mitiche rotelle di “rigolizia” come si dice liquirizia in dialetto anconetano.

L’uso alimentare della liquirizia ha origini lontane. E’ un prodotto conosciuto da oltre duemila anni in Italia è la Calabria la regione produttrice principale, e a Rossano c’è anche un museo dedicato a questa pianta.

museo

Per molti secoli il suo impiego fu terapeutico poi si pensò di commercializzarla non solo per le sue proprietà terapeutiche ma anche per una serie di proprietà gradevoli e benefiche. La commercializzazione della radice di liquirizia da un lato, iniziò, perché i feudatari calabresi avevano capito che, poteva essere una fonte di reddito, dall’altro, perché avevano necessità di eliminarla in quanto infestava i terreni impedendone la coltivazione. All’inizio del 1700, si iniziò a tritarla e a sottoporla a bollitura per ottenerne una specie di tisana, poi si pensò di portarla allo stato solido. A questo punto, poteva essere lavorata a mano, ridotta in bastoni prima, e poi tagliata. Nasceva così la liquirizia che mangiamo ancora oggi. Negli ultimi anni è diventato un prodotto alla moda, si usa in cucina e a base di liquirizia si trovano anche bibite come questa, liquori e digestivi.

piantaradici
caramellecaramelle nere

Mariana e Paula mi hanno raccontato che quando sono state a Macerata, Nicola gli ha fatto assaggiare delle liquirizie. E a loro è venuta in mente una caramella argentina che mangiavano da piccole ed era secondo loro di un sapore orrendo che a pochi bambini piaceva. Ora da grandi non pensano lo stesso. Dicono che ha un sapore speciale, amaro, forte dato che è elaborato con l’anice. La differenza con la liquirizia italiana è che questo non è masticabile bensì è duro a forma di pallina, alcuni dicono ci vuole mezz’ora per dissolverla, da lì il nome, 1/2 Hora. Altri sostengono che il nome derivi dal fatto che le caramelle erano prodotte nell’ultima ora del ciclo produttivo, con i resti delle altre caramelle, da cui deriverebbe quel colore scuro e indefinito.

caramelos-media-hora-agua.jpg

Ma parlandone con me e avendo letto altri blogs, a quest’ultima teoria non ci credono. Piuttosto pensano che questo 1/2 Hora sia una caramella diversa, pero che magari ha i suoi antecedenti nella famosa liquirizia.

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Liquirizia y regaliz

scatole amarelli

Cuando el otro día en Urbino vi en la vidriera de una tabaquería, estas cajas llenas de confites di regaliz, no resistí y compré un par. Son de la Amarelli, una de las principales firmas italianas productoras de regaliz y derivados, con sede en Calabria en Rossano y está en funcionamiento desde el 1700.
El regaliz es un sabor lejano para mí y les explico en seguida el motivo. La suscrita luego del embarazo estaba con niveles de presión arterial altos, no solo he disminuido casi hasta eliminar el consumo de sal en la mesa, sino que he tratado evitar o reducir todos aquellos factores alimentarios que ingeridos en cantidad tienen un efecto hipertensivo. El regaliz es notable por sus propriedades de elevar la tensión arterial, obviamente el efecto depende de la cantidad e de la elaboración, y así con el tiempo el sabor del regaliz se me volvió extraño.
El recuerdo del regaliz para mí se asocia para con las míticas rueditas que se vendían sueltas y si recuerdo este sabor, es inevitable pensar en la escuela media y a un barcito en frente al la escuela Leopardi en Via Veneto. Nosotros estudiantes pasábamos antes de entrar a clase para tomar la merienda, gaseosas o caramelos y la famosas rueditas de “rigolizia” como se dice regaliz en el dialecto de Ancona.

El uso alimentario del regaliz tiene orígenes lejanos. Es un producto conocido desde más de dos mil años en Italia y Calabria, la principal región productora, y en Rossano hay también un museo dedicado a esta planta.

museo

Por muchos siglos su empleo fue terapéutico, luego se pensó en comercializarla no solo por dichas propriedades sino también por sus propriedades agradables y benéficas. La comercialización de la raíz del regaliz por una parte se inició porque los feudatarios calabreses habían entendido que podía ser una fuente de rédito, y por el otro, porque tenían necesidad de eliminarla dado que infectaba los terrenos impidiendo el cultivo. A inicios del 1700, se empezó a triturarla y a exponerla a ebullición para obtener una especie de tisana, luego se pensó en llevarla a un estado solido. En esto punto, podía ser trabajada a mano, reducida a bastones y luego cortada. Nacía así el regaliz que aún comemos. En los últimos años se convirtió en un producto a la moda, se usa en cocina y a base di regaliz se encuentran también bebidas como esta, licores y digestivos.

piantaradici
caramellecaramelle nere

Mariana e Paula me contaron que cuando estuvieron en Macerata, Nicola les hizo probar las “liquirizias”. Y a ellas les vino en mente un caramelo argentino que comían de pequeñas y era según ellas de un sabor horrible que a pocos niños gustaba. Ahora de grandes no piensan lo mismo. Dicen que tiene un sabor especial, amargo, fuerte dado que está elaborado con anís. La diferencia con el regaliz italiano es que este no es masticable , sino que es duro con forma de bolita, algunos dicen que se necesita media hora para consumirla, y de allí el nombre, 1/2 Hora. Otros sostienen que el nombre deriva del hecho que los caramelos eran producidos durante la última media hora del ciclo productivo, y con los restos de los otros caramelos, de allí aquel color oscuro e indefinido.

caramelos-media-hora-agua.jpg

Pero hablando conmigo y habiendo leído otros blogs, en esta última teoría no creen. Más bien piensan que este 1/2 Hora sea un caramelo diferente, pero que tal vez tenga sus antecedentes en la famosa liquirizia.

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7 settembre 2007

Collezioni in edicola

Ogni volta che vedo in TV una nuova pubblicità di oggetti da collezionare acquistando fascicoli in edicola, mi chiedo: Ma vendono?
Evidentemente si, se dopo le Edizioni del Prado è arrivata Hachette.
In edicola con il primo numero…urla la pubblicità. Quindi c’è gente che colleziona davvero di tutto, dai bottoni, cassetti, teiere dell’800, angeli, pompe di benzina in miniatura, nodi da marinaio, occhiali da sole, case di bambola, camion, miniature di auto e trattori? Ben 25 trattori da collezionare.

fascicolo trattori

Il primo fascicolo credo sia quello che viene venduto maggiormente, costa poco, gadget in omaggio. Dopo i primi tre numeri il costo, è scientificamente provato, aumenta e così se si vuol terminare la collezione si deve essere disposti a spendere più di quanto preventivato.

La scelta in edicola è ampia. Si spazia tra oggetti rivolti sia al sesso femminile che maschile.
“Le porcellane blu”, riproduzioni in miniatura, dipinte a mano, ispirate ai servizi da tavola dell’Ottocento inglese; “Caffè d’artista”, tazzine decorate con immagini dei quadri più famosi dell’Ottocento e Novecento; le boccette d’arte in vetro di Murano; case di bambola con mini mobili; occhiali da sole di ogni foggia e dimensione; “Scatole di latta” con la storia dei contenitori dall’Ottocento al Dopoguerra, i “Piatti d’autore” in porcellana, con le immagini di quadri impressionisti; “Negozi in miniatura”, botteghe d’altri tempi, arredi e accessori.

E per gli uomini? Molti sono stile militare come la serie di modellini: “Aerei e elicotteri” e “Soldatini in armatura”. Poi “Hobby giardinaggio” con attrezzi del mestiere.

Per gli appassionati di moto, tempo fa c’era “Moto sfida mondiale”, con i pezzi per costruire due grandi moto da tenere sullo scaffale. Per gli amanti del mare “I grandi velieri”.
Forse uno dei più curiosi è stato “Taxi del mondo”, dal giallo newyorchese a quello nero londinese. E i camion d’epoca?
camion500 da collezionelancia collezione

Non so voi ma io preferisco comprare da me, in giro, tra mercatini, scegliendo i pezzi, però se ne facessero una di raccolta di porta uovo, la mia passione… chissà… ☺

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Colecciones en el kiosco

Cada vez que veo en la TV una nueva publicidad de objetos coleccionables adquiriendo fasciculos en el kiosco, me pregunto: ¿Venderán?
Evidentemente si, si después de las Ediciones del Prado llegó Hachette.

En tu kiosco con el primer número… grita la publicidad. Entonces hay gente que colecciona verdaderamente de todo, desde botones, cajitas, teteras del siglo XIX, ángeles, surtidores de nafta en miniatura, nudos marineros, gafas de sol, casas de muñecas, camiones, miniaturas de autos y ¿tractores? 25 tractores para coleccionar.

fascicolo trattori

El primer fascículo creo que es el más vendido, cuesta poco, gadgets de regalo. Luego de los primeros tres números el costo, está científicamente comprobado, aumenta y así si se quiere terminar la colección se debe estar dispuestos a gastar más de cuanto se había previsto.

La elección en el quiosco es amplia. Se va desde objetos dirigidos sea al sexo femenino que al masculino. “Las porcelanas azules”, reproducciones en miniatura, pintadas a mano, inspiradas en los servicios de mesa del Ochocientos inglés; “Café de artista”, tacitas decoradas con imagines de los cuadros más famosos de los siglos XIX y XX; los pisapapeles de vidrio de Murano; casas de muñecas con mini muebles; gafas de sol de cada forma y dimensión; “Cajas de lata” con la historia de los envases desde el siglo XIX hasta la postguerra, los “Platos de autor” en porcelana, con las imagenes de cuadros impresionistas; “Negocios en miniatura”, talleres de otros tiempos, decoración y accesorios.

¿Y para los hombres? Muchos son de estilo militar como la serie de maquetas: “Aviones y helicópteros” y “Soldaditos con armadura”. Luego “Hobby jardinería” con herramientas del oficio.

Para los apasionados de las motos, hace tiempo había “Motos competición mundial”, con las piezas para costruír dos grandes motos de tener sobre la estantería. Para los amantes del mar “Los grandes veleros”.
Quizás uno de los más curiosos fué “Taxis del mundo”, desde el amarillo neoyorquino al negro londinense. ¿Y los “Camiones de época”?

camion

No se ustedes pero yo prefiero comprar por mi misma, paseando entre mercados, eligiendo las piezas, pero si hicieran una colección de porta huevos, mi pasión… tal vez… ☺

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