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	<title>Commenti a: Quando il prete e la suora erano in tutte le case</title>
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	<description>Piccoli tesori raccontano</description>
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		<title>Di: Com&#8217;era al tempo dei nonni &#171; Ciaffi, piccoli tesori raccontano</title>
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		<dc:creator>Com&#8217;era al tempo dei nonni &#171; Ciaffi, piccoli tesori raccontano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:01:02 +0000</pubDate>
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		<description>[...] al tempo dei&#160;nonni By marianaypaula  Come avevamo scritto precedentemente, in passato, nelle case si usava il &#8220;prete&#8221; per scaldare i letti [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] al tempo dei&nbsp;nonni By marianaypaula  Come avevamo scritto precedentemente, in passato, nelle case si usava il &#8220;prete&#8221; per scaldare i letti [...]</p>
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		<title>Di: Carlo Merolli</title>
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		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 10:02:41 +0000</pubDate>
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		<description>E poi qualche considerazione socioeconomica di quando stavamo &quot;peggio&quot;. Ovviamente tutti questi servizi erano prestati da gente che economicamente non stava certo bene, peró da da pensare e forse vale come riflessione anche sul tema del consumo energetico:

Ogni mattina alle sei passava il &quot;monnezzaro&quot; e svuotava il secchio della mondezza che la sera prima le famiglie avevano messo fuori la porta. Noi abitavamo al quinto piano e lo scarcassare metallico dei 
secchi era la sveglia del palazzo.

Con scadenze settimanali quasi precise bussavano alla porta l&#039;uomo he vendeva formaggi, e &quot;la corriera&quot; che veniva con olio ed uova dalla vicina campagna. Oggi regole igieniche e HACCP renderebbero la cosa impossibile, ma a parte che nessuno di noi  ne dei vicini c&#039;é mai morto, vuoi mettere il servizio ? la qualitá era anche ottima e l&#039; unica volta che ho sentito mio nonno sgridare il formaggiaio era quando
propose un formaggino spalmabile ( Tigre ?) con abbinato un giocattolino di plastica : &quot; qui di spalmabile c&#039;é solo una cinquina, se ti azzardi un&#039;altra volta a portarci queste zozzerie&quot;. Cambiavano i tempi ed il formaggiaio doveva adattarsi, ma fu anche l&#039; ultima volta che si azzardo´a proporre altro che pecorino, caciotte e Parmigiano Reggiano!

Noi avevamo i fornelli del gas ma non il forno. E come noi quasi tutti i vicini. La domenica mattina c&#039;éra la processione al Vapoforno, dove il fornaio metteva a disposizione il caldo residuo della panificazione notturna alle famiglie che portavano a cuocere  il pranzo della domenica: chi lasagne, chi arrosti, chi patate. E all&#039; una ci si rincontrava per andare a ritirare la &quot;tiella&quot; pronta e tutti ispezionavano le preparazioni dei vicini &quot;Ah sora Ro´nun é che ciavete messo un po&#039; troppo rosmarino ?..&quot; &quot;ih che bbono sto capretto&quot; E finiva spesso in un assaggiare
reciproco quasi per  esame e per approvazione, una patata, un pizzico di lasagna, un po´d&#039;arrosto. 

A parte  l&#039;elemento di sano vicinato e l&#039;educazione alimentare, vuoi mettere il risparmio energetico ? 
certo: erano le donne (o noi regazzetti)  che avevamo tempo
e la condizione della donna e´fortunatamente cambiata.  Ma il dubbio rimane se siamo diventati troppo ricchi da potercerlo permettere, di essere ricchi, o se stavamo peggio quando stavamo peggio.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E poi qualche considerazione socioeconomica di quando stavamo &#8220;peggio&#8221;. Ovviamente tutti questi servizi erano prestati da gente che economicamente non stava certo bene, peró da da pensare e forse vale come riflessione anche sul tema del consumo energetico:</p>
<p>Ogni mattina alle sei passava il &#8220;monnezzaro&#8221; e svuotava il secchio della mondezza che la sera prima le famiglie avevano messo fuori la porta. Noi abitavamo al quinto piano e lo scarcassare metallico dei<br />
secchi era la sveglia del palazzo.</p>
<p>Con scadenze settimanali quasi precise bussavano alla porta l&#8217;uomo he vendeva formaggi, e &#8220;la corriera&#8221; che veniva con olio ed uova dalla vicina campagna. Oggi regole igieniche e HACCP renderebbero la cosa impossibile, ma a parte che nessuno di noi  ne dei vicini c&#8217;é mai morto, vuoi mettere il servizio ? la qualitá era anche ottima e l&#8217; unica volta che ho sentito mio nonno sgridare il formaggiaio era quando<br />
propose un formaggino spalmabile ( Tigre ?) con abbinato un giocattolino di plastica : &#8221; qui di spalmabile c&#8217;é solo una cinquina, se ti azzardi un&#8217;altra volta a portarci queste zozzerie&#8221;. Cambiavano i tempi ed il formaggiaio doveva adattarsi, ma fu anche l&#8217; ultima volta che si azzardo´a proporre altro che pecorino, caciotte e Parmigiano Reggiano!</p>
<p>Noi avevamo i fornelli del gas ma non il forno. E come noi quasi tutti i vicini. La domenica mattina c&#8217;éra la processione al Vapoforno, dove il fornaio metteva a disposizione il caldo residuo della panificazione notturna alle famiglie che portavano a cuocere  il pranzo della domenica: chi lasagne, chi arrosti, chi patate. E all&#8217; una ci si rincontrava per andare a ritirare la &#8220;tiella&#8221; pronta e tutti ispezionavano le preparazioni dei vicini &#8220;Ah sora Ro´nun é che ciavete messo un po&#8217; troppo rosmarino ?..&#8221; &#8220;ih che bbono sto capretto&#8221; E finiva spesso in un assaggiare<br />
reciproco quasi per  esame e per approvazione, una patata, un pizzico di lasagna, un po´d&#8217;arrosto. </p>
<p>A parte  l&#8217;elemento di sano vicinato e l&#8217;educazione alimentare, vuoi mettere il risparmio energetico ?<br />
certo: erano le donne (o noi regazzetti)  che avevamo tempo<br />
e la condizione della donna e´fortunatamente cambiata.  Ma il dubbio rimane se siamo diventati troppo ricchi da potercerlo permettere, di essere ricchi, o se stavamo peggio quando stavamo peggio&#8230;..</p>
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		<title>Di: Gianna Ferretti</title>
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		<dc:creator>Gianna Ferretti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 09:59:28 +0000</pubDate>
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		<description>Carlo, mannaggia! se penso a come mi copriva e infagottava mia madre quando ero piccola! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carlo, mannaggia! se penso a come mi copriva e infagottava mia madre quando ero piccola! <img src='http://ciaffi.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Carlo Merolli</title>
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		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 09:37:41 +0000</pubDate>
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		<description>E adesso me lo dici!! Ad un certo punto, avevo sette otto anni, ci trasferimmo da una delle case popolari degli anni venti, con soffitti alti e senza riscaldamento centrale, in una moderna palazzina con i termosifoni. Bene, non solo ebi mal di testa per una buona mesata, prima di &quot;acclimatarmi&quot; ma misi su qualche chiletto: &quot;il grasso del cucciolo&quot; diceva mia nonna quando mi rivedeva, &quot;no, é la temperatura,
stanno troppo al caldo&quot; la correggeva mio nonno. &quot;Che c&#039;entra il caldo, non c&#039;entra niente, i temosifoni fanno mica ingrassare..&quot; rispondeva  nonna. &quot;No, i termosifoni fanno umido e l&#039;umido rimane dentro.&quot;
ribadiva nonno - &quot;ricordatevi di aprire porte e finestre perlomeno due volte al giorno.&quot; La scena si svolge anni 1957-58 a Roma che problemi di temperatura ne ha solo per pochi giorni di inverno quando tira &quot;la giannetta&quot;, la tramontana. E nonno che era &quot;solo&quot; maestro elementare, come le sapeva queste cose ?.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E adesso me lo dici!! Ad un certo punto, avevo sette otto anni, ci trasferimmo da una delle case popolari degli anni venti, con soffitti alti e senza riscaldamento centrale, in una moderna palazzina con i termosifoni. Bene, non solo ebi mal di testa per una buona mesata, prima di &#8220;acclimatarmi&#8221; ma misi su qualche chiletto: &#8220;il grasso del cucciolo&#8221; diceva mia nonna quando mi rivedeva, &#8220;no, é la temperatura,<br />
stanno troppo al caldo&#8221; la correggeva mio nonno. &#8220;Che c&#8217;entra il caldo, non c&#8217;entra niente, i temosifoni fanno mica ingrassare..&#8221; rispondeva  nonna. &#8220;No, i termosifoni fanno umido e l&#8217;umido rimane dentro.&#8221;<br />
ribadiva nonno &#8211; &#8220;ricordatevi di aprire porte e finestre perlomeno due volte al giorno.&#8221; La scena si svolge anni 1957-58 a Roma che problemi di temperatura ne ha solo per pochi giorni di inverno quando tira &#8220;la giannetta&#8221;, la tramontana. E nonno che era &#8220;solo&#8221; maestro elementare, come le sapeva queste cose ?&#8230;..</p>
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