
Tra qualche mese sarà fiorita anche nel prato vicino a casa mia, il fiore della cicoria. Se chiediamo oggi ad un tecnologo quali prodotti si ottengono dalle radici della cicoria risponderebbe di certo: l’inulina. Ma se avessimo posto la stessa domanda parecchi anni fa la risposta sarebbe stata decisamente diversa. Infatti la cicoria venne coltivata per secoli per utilizzarne la radice che, torrefatta, poteva fornire un decente surrogato del caffè. Questa proprietà fu descritta per la prima volta da Prospero Alpini (16° sec.), noto proprio per aver importato il caffè dall’Africa, e venne dallo stesso proposta anche per scopi medicinali. La coltura di cicoria da radice si diffuse soprattutto durante i periodi di crisi del commercio del caffè, come ad esempio i blocchi commerciali napoleonici o il periodo tra le due guerre mondiali (Pignatti, 1982). Il caffè di cicoria ebbe particolare diffusione in Francia, soprattutto dai tempi dell’Impero di Napoleone.
Ancora oggi il suo impiego è diffuso come testimoniamo i diversi marchi che ho trovato. C’è perfino un gioco di carte che riguarda la storia della coltivazione e il mercato che ha generato. A New Orleans, il caffè con la cicoria è una bevanda molto popolare.
E ho scoperto che a questa pianta sono stati dedicati dei musei come il Chicory Museum di Alholmen, in Finlandia che sorge nei pressi di un impianto di lavorazione. Più a sud, c’è il Chicory Museum di Geuzenberg, in Belgio e infine in Francia troviamo la Maison de la Chicore a Orchies. Quest’ultimo è curato dalla famiglia Laroux che ancora oggi detiene un primato nella produzione e lavorazione della radice della cicoria. Si possono ammirare confezioni, scatole e manifesti pubblicitari impiegati nei vari secoli.
Fonte: humanflowerproject.com/

E tra qualche mese, ricordatevi di queste ricette che si possono preparare con i fiori









