Ciaffi

Piccoli tesori raccontano

Archivio di agosto 2008

29 agosto 2008

La rana e il crocifisso:Le prime cose che mi sono venute in mente

Post tra il serio e l’ironico.

Sapete la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto l’immagine della rana crocifissa esposta al centro di Bolzano nel museo d’arte moderna e dopo aver letto in rete e il post di Malvino? Mi sono tornate in mente i gadget anfibi della Kinder Ferrero di qualche anno fa. Si chiamavano Ranoplà. Non se la prenda l’artista, ma questo mi è venuto da pensare, oltre a riflettere su come gli sia venuto in mente di rappresentare la rana crocifissa.

Ranopla

Però devo ringraziarlo perchè è grazie a lui, mi è venuta la curiosità di cercare quale significato si celi dietro a questo anfibio che ha dato tanto alla scienza. Chi non ricorda gli studi di Galvani sulla fisiologia muscolare condotti sugli arti della rana? e ancora oggi la rana è usato come modello sperimentale per studi di neurofisiologia.

ESperimenti di Luigi Galvani sul muscolo della rana.

Esperimenti con muscolo di rana condotti da Luigi Galvani.

Ma torniamo alla rana e al suo significo nella storia e alle sue rappresentazioni artistiche.

Nelle tradizioni dell’America precolombiana la rana era portatrice di salute, teneva lontano il male e le energie negative. La dea Centeotl, patrona delle nascita e della fertilità, era rappresentata come una rana. Rane e rospi erano considerati inoltre spiriti della pioggia: alcune tribù peruviane e boliviane creavano piccole immagini di rane da posizionare sulle colline per invocare la pioggia.

Proprio la rana “Diva del crepuscolo”, è protagonista di una collezione privata che potete ammirare qui.

La collezione comprende un migliaio di oggetti che rappresentano rane, realizzati in diversi materiali: dalla pietra al vetro, dall’avorio alla terracotta, alla plastica. La collezione venne avviata negli anni Settanta, dopo l’acquisizione da parte del proprietario di alcuni terreni nella zona del vercellese, abitata da moltissimi esemplari di questi anfibi. Si appassionò inizialmente alla cucina della zona, che comprende piatti prelibati a base di rane ma successivamente iniziò ad acquistare rane di ogni tipo e dimensione sul mercato antiquario e durante numerosi viaggi in India, Cina, Giappone, Thailandia, Messico, Russia, Brasile, Argentina…

Ecco uno dei pezzi della collezione esposta nella mostra.

Rana dalla Collezione del Castello di Pralormo

La rana crocifissa da cui siamo partiti? Eccola!

Rana crocifissa di Martin Kippenberger

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La rana y el crucifijo: Lo primero que me vino a la mente

Un post entre lo serio y lo irónico.

¿Saben lo primero que pensé cuando vi la imagen de la rana crucificada expuesta en el centro de Bolzano en el museo de arte moderno y luego de haber leído en la red y en el post de Malvino? Me acorde de los gadget anfibios de la Kinder Ferrero de algunos años atrás. Se llamaban Ranoplà. No lo tome a mal el artista, pero esto es lo que pensé, ademas de reflexionar sobre como le habrá ocurrido representar a la rana crucificada.

Ranopla

Pero debo agradecerle porque es gracias a el, que me vino la curiosidad de buscar que significados se esconden detrás de este anfibio que ha dado tanto a la ciencia. ¿Quien no recuerda los estudios de Galvani sobre la fisiología muscular conducido sobre el arte de la rana? y aún hoy la rana se utiliza para estudios de neurofisiología.

Experimentos con músculos de rana conducidos por Luigi Galvani.

Rane e Luigi Galvani

Pero volvamos a la rana y a su significado en la historia del arte.

En las tradiciones americanas precolombinas la rana era portadora de salud, tenía alejado al mal y a las energías negativas. La diosa Centeotl, patrona de los nacimientos y de la fertilidad, era representada como una rana. Ranas y sapos eran considerados ademas espíritus de la lluvia: algunas tribus peruanas y bolivianas creaban pequeñas imágenes de ranas para poner sobre las colinas para invocar a la lluvia.

Justamente la rana Diva del crepúsculo, es protagonista de una colección privada que pueden admirar aquí.

La colección comprende miles de objetos que representan ranas, realizadas en diferentes materiales: desde la piedra hasta el vidrio, desde el marfil a la terracota, el plástico. La colección se inaugura en los años 70, luego de la adquisición por parte del propietario de algunos terrenos de la zona de Vercelli, habitada por muchísimos ejemplares de estos anfibios. Se apasiono inicialmente en la cocina de la zona, que comprende platos deliciosos a base de ranas pero sucesivamente inicio a adquirir ranas de cada tipo y dimensiones en anticuarios y durante numerosos viajes a la India, China, Japón, Tailandia, México, Rusia, Brasil, Argentina…

Aquí una de las piezas de la colección expuesta en la muestra.

Rana dalla Collezione del Castello di Pralormo

¿Y la rana crucificada? Aquí esta!

Rana crocifissa di Martin Kippenberger

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How to say in…

how-to-say.jpg

Normalmente usiamo il Google Translator per fare delle traduzioni, però, non sempre c’è bisogno di tradurre il testo completo, molte volte è solo una frase che non riusciamo a capire anche se riconosciamo le parole.

how-to-say-in-different-piccoli-tesori-raccontano.jpg

How to say in è un traduttore di frasi on-line, che riconosce la lingua in cui si scrive e propone 23 lingue diverse per tradurre. Riassumendo è un modo semplice e veloce per conoscere le traduzioni in altre lingue di una sola frase.

idiomas.jpg

Una raccomandazione, non cercate”ciaffi”…

Visto a Genbeta

(continua…)

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16 agosto 2008

Fuwa Gadget: BEIbei, JINGjing, HUANhuan, YINGying e NIni.

BEIJING HUANYING NI= Pechino ti da il benvenuto

Chissà cosa penserebbe il barone De Coubertine di questo robot che accoglie visitatori e turisti all’aeroporto di Pechino.

Mascotte

E’ una delle 5 mascotte delle Olimpiadi cinesi, Olimpiadi precedute da polemiche e che tra altre polemiche procedono. Ma lo spettacolo va avanti, gli sponsor con i loro investimenti per la pubblicità non vanno delusi. La macchina organizzativa non si può fermare.

Le mascotte le vediamo danzare allo stadio, ma anche fuori se ne avverte la presenza. Eccole troneggiare sui fast food della McDonald’s uno dei food sponsor legato indissolubilmente ai Giochi Olimpici. Quale migliore occasione per entrare nel mercato, consolidare le proprie posizioni e affezionare i cinesi ai Big Mac.

Mascotte cinesi

Le cinque mascotte, si chiamano Beibei, Jingjing, Huanhuan, Yingying e Nini. Rappresentano rispettivamente il pesce, il panda, la fiamma, l’antilope tibetana e la rondine. Secondo le tradizioni popolari cinesi, originariamente indicano prosperità, felicità, passione per lo sport, armonia tra uomo e natura, fortuna. Armonia tra uomo e natura messa a dura prova. Basta vedere i bollettini sulla qualità dell’aria nella capitale.

Le mascotte sono state disegnate dall’artista Han Meilin. La scelta delle mascotte, lanciata molto tempo prima, ha visto una fortissima partecipazione della popolazione cinese: sono state organizzate svariate indagini su internet che hanno attratto milioni di entusiasti votanti.

Han Meilin Han Meilin

In un Paese dove le credenze popolari e la superstizione giocano ancora, soprattutto nelle zone rurali un ruolo fondamentale, numerosi blogger cinesi si domandano se quelli che in principio avevano una valenza positiva, personifichino oggi cinque cattivi presagi.

Il panda Jingjing ricorda ai cinesi la concentrazione di questa specie protetta nel Sichuan, la regione pesantemente segnata dal terremoto agli inizi di maggio.

Huanhuan rappresenta la fiaccola olimpica, oggetto di forti contestazioni e incitazioni al boicottaggio dei giochi durante il suo arrivo a Pechino.

L’antilope tibetana Yngying viene immediatamente collegata alla sanguinaria repressione dei monaci buddisti in Tibet.

La rondine Nini è tipica del Weifang, località dove a fine aprile settanta cinesi hanno perso la vita in un tragico incidente ferroviario.

Infine Beibei è uno storione che vive nelle acque dello Yangtzé, fiume tristemente famoso per i suoi frequenti straripamenti che hanno inondato la Cina e colpito drasticamente numerosi villaggi di agricoltori.

Superstizioni a parte, dal merchandising legato ai simboli e alle mascotte olimpiche il Bocog, il comitato organizzatore delle Olimpiadi pensa di ricavare circa 300 milioni di dollari. Ce ne sono diverse sotto forma di gadget e in confezione regalo. Come queste qua sotto.

Mascotte Fuwa

Poi ce ne sono da ritagliare, da colorare o da costruire. Abbiamo trovato anche un orologio della Swatch.

Mascotte di carta

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Fuwa Gadget: BEIbei, JINGjing, HUANhuan, YINGying y NIni.

BEIJING HUANYING NI= Pekín te da la bienvenida

¿Quizás que cosa pensaría el barón De Coubertine de este robot que recibe a los visitantes y turistas en el aeropuerto de Pekín?

Robot Mascotte

Es una de las 5 mascotas de las Olimpiadas chinas, Olimpiadas precedidas de polémicas y que entre otras polémicas proceden. Pero el espectáculo debe continuar, los patrocinantes con sus inversiones para la publicidad no están desilusionados. La maquina organizativa no se puede parar.

A las mascotas las vemos bailar en el estadio, pero también fuera se advierte la presencia de las mismas. Aquí se las puede ver sobre el ingreso al fast food de McDonald’s uno de los food sponsors ligados indisolublemente a los Juegos Olímpicos. ¿Que mejor ocasión para entrar en el mercado, consolidar sus propias posiciones y aficionar a los chinos a los Big Mac?

Mascotte cinesi

Las cinco mascotas se llaman Beibei, Jingjing, Huanhuan, Yingying y Nini. Representan respectivamente al pez, al panda, a la antorcha, al antílope tibetano y a la golondrina. Según las tradiciones populares chinas, originariamente indican prosperidad, felicidad, pasión por el deporte, armonía entre el hombre y la naturaleza, suerte. Armonía entre hombre y naturaleza puesta a dura prueba. Basta ver los boletines sobre calidad del aire en la capital.

Las mascotas fueron diseñadas por el artista Han Meilin. La elección de las mascotas, lanzadas mucho tiempo antes, vio una fuerte participación del pueblo chino: se organizaron varias consultas en internet que han atraído millones de entusiastas votantes.

Han Meilin Han Meilin

En un país donde las creencias populares y la superstición juegan aún, sobretodo en las zonas rurales, un rol fundamental, numerosos blogger chinos se preguntan si aquellos que en principio tenían un valor positivo, personifiquen hoy cinco malos presagios.

El panda Jingjing recuerda a los chinos la concentración de esta especie protegida en Sichuan, la región fuertemente ceñada por el terremoto a inicios de mayo.

Huanhuan representa la antorcha olímpica, objeto de fuerte contestaciones e incitaciones al boicot de los juegos durante  su llegada a Pekín.

El antílope tibetano Yngying viene inmediatamente asociado a la sanguinaria represión de los monjes budistas en Tibet.

La golondrina Nini es típica del Weifang, localidad en donde a fines de abril setenta chinos perdieron la vida en un trágico incidente ferroviario.

Por ultimo Beibei es un esturión que vive en las aguas de Yangtzé, río tristemente famoso por sus frecuentes desbordes que han inundado a China y golpeado dramáticamente numerosos pueblos de agricultores.

Supersticiones a parte, del merchandising ligado a los símbolos y a las mascotas olímpicas el Bocog, el comité organizador de las Olimpiadas piensa de recaudar alrededor de 300 millones de dolares. Hay muchas bajo la forma de gadgets y confeccionadas para regalo. Como estas de aquí abajo.

Mascotte Fuwa

Hay figuras para recortar, para colorear o para construir. Hemos encontrado también un reloj Swatch.

Mascotte di cartaMascotte da costruire

Otros blogs que hablan de las 5 mascotas : mi ventana de Jenny de Málaga y 20 minutos.es , Pekín 2008 presenta a sus cinco mascotas olímpicas.

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13 agosto 2008

Un pomeriggio ai magazzini GUM

Nell’estate del 1980 mi sono laureata, ma quell’estate la ricordo anche per una notizia drammatica della storia d’Italia, la strage alla stazione di Bologna, la città in cui avevo studiato per quattro anni. Ogni volta che passo in stazione, impossibile non guardare quello squarcio sulla parete, quella grande ferita per non dimenticare le numerose vittime.

Quell’estate ci furono anche le olimpiadi a Mosca. Ricordo che mio padre aveva preparato il viaggio per quattro anni, lui e alcuni amici. Ogni mese avevano messo da parte dei risparmi per pagare il viaggio e il soggiorno di dieci giorni a Mosca. E arrivò il giorno della partenza, in treno da Ancona fino a Milano. Poi viaggio aereo con la compagnia russa Aeroflot: Malpensa-Budapest-Mosca.

Arrivato a Mosca, mio padre e tutti gli amici alloggiarono in collegi studenteschi, ricorda ancora le finestre senza persiane, come molte case dei paesi dell’Est Europa e servizi igienici diversi da quelli a cui erano abituati in Italia.

Eccolo sulla Piazza Rossa con alcuni componenti del gruppo.

Gruppo a Mosca

A Mosca passarono i giorni tra stadio, visite guidate ai monumenti della capitale russa, escursione sulla Moscova e un po’ di shopping in pieno centro. Tornò con dei regali: l’immancabile balalaika, le matrioske un simbolo della cultura popolare russa, un souvenir a cui non tutti i turisti non rinunciano. Un paio di collane e bracciali di ambra per me e per mia madre. Ricordo anche uno scialle con le frange come questo, forse fabbricato nella cittadina di Pavlovo, famosa per questa produzione.

scialle russoPOsad

Tutto venne acquistato presso i magazzini Gum che lui ricorda fossero aperti solo per i turisti. I magazzini hanno una lunga storia, come è documentato nel sito internet. Negli ultimi anni i magazzini sono diventati anche un luogo di incontri e sede di mostre internazionali.

Magazzini GUM

Mio padre portò in regalo anche un morbidissimo colbacco e a quell’acquisto è legato un fatto curioso. Mio padre lesse 11 rubli come prezzo, invece alla cassa la commessa lo informò che il prezzo era molto più alto, 110 rubli. Era troppo tardi, i magazzini erano troppo affollati e fu così che quel pomeriggio mio padre esaurì tutti i rubli che aveva a disposizione.

Allo stadio grandi emozioni. Fu l’anno della vittoria dei 200 m di Mennea. Immagini che grazie a YouTube, possiamo rivedere con il commento originale del telecronista Paolo Rosi.

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Mio padre ricorda molto bene anche le altre imprese degli altri italiani nell’atletica leggera. La medaglia d’Oro di Sara Simeoni, che saltando m 1.97 stabilì il record olimpico.
Il terzo Oro arrivò da Maurizio Damilano nei 20 km di Marcia. E alla fine, come tanti, fu colpito dalle lacrime di Misha, la mascotte delle Olimpiadi di Mosca 1980.

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Una tarde en las tiendas GUM

En el verano de 1980 me lauree, pero ese verano lo recuerdo también por una noticia dramática en la historia de Italia, el atentado en la estación ferroviaria de Boloña, la ciudad en donde había estudiado durante cuatro años. Cada vez que paso por la estación, es imposible no vislumbrar en las paredes, aquella gran herida sin olvidar las numerosas victimas.

Ese verano se realizaron también las olimpiadas en Moscu. Recuerdo que mi padre había preparado el viaje durante 4 años, el y algunos amigos, cada mes dejaban un ahorro para pagar el viaje y la estadía por 10 días. Y llego el día de la partida, en tren desde Ancona hasta Milano. Luego el viaje aéreo con la compañía rusa Aeroflot: Malpensa -Budapest-Moscu

Junto a sus amigos se hospedó en colegios estudiantiles, recuerda aún las ventanas sin persianas, como muchas casas de los países del Este Europeo, y los servicios sanitarios  distintos a aquello que estaban habituados en Italia.
Aquí, lo pueden ver en la Plaza Roja con algunos componentes del grupo.

Gruppo a Mosca

En Moscu pasaron los días entre el estadio, visitas guiadas a los monumentos de la capital rusa, excursiones por la Moscova y algo de shopping en pleno centro. Volvió con muchos regalos: la infaltable balalaika, las matrioskas un símbolo de la cultura popular rusa, un souvenir al cual no se renuncia.  Un par de collares y brazaletes de ámbar para mi y mi madre. Recuerdo también un pañuelo floreado como este, tal vez fabricado en la ciudad de Pavlovo, famosa por esta producción.

matrioskascialle russoPOsadMischa

Todo lo compró en las tiendas Gum que el recuerda estaban abiertas solo para los turistas. Las tiendas tienen una larga historia, como esta documentado en el sitio internet. En los últimos años las tiendas se han convertido también en un lugar de encuentros y sede de muestras internacionales.
Magazzini GUM

Mi padre trajo de regalo también un suave “colbacco” y a aquella compra esta ligado un hecho curioso. Mi padre leyó 11 rublos como precio, en cambio en la caja la vendedora le informó que el precio era mucho mas alto, 110 rublos. Era muy tarde, las tiendas estaban muy llenas y  fue así que aquella tarde mi padre dejo hasta el ultimo rublo que disponía para el viaje.
En el estadio vivió grandes emociones. Fue el año de la victoria de los 200 m de Mennea. Imágenes que gracias a YouTube, podemos rever con los comentarios originales del tele cronista Paolo Rosi.

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Mi padre recuerda también muy bien las otras empresas de los otros italianos en atlética ligera. La medalla de Oro de Sara Simeoni, que saltando 1.97m estableció el récord olímpico. El tercer Oro llego de las manos de Maurizio Damilano en los 20 km de marcha. Y al final, como tantos, se emocionó con las lagrimas de Misha, la mascota de la Olimpiada de Mosca 1980.

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8 agosto 2008

Matrioske e babuske

matrioske

È il souvenir russo per eccellenza, un simbolo dell’arte popolare russa e anche mio padre me ne portò una al suo ritorno dal viaggio a Mosca in occasione delle Olimpiadi del 1980. E’ la Matrioška (in lingua russa матрёшка), il caratteristico insieme di bambole di origine russa che si compone di pezzi di diverse dimensioni realizzati in legno, ognuno dei quali è inseribile in uno di formato più grande. Ogni pezzo si divide in due parti ed è vuoto al suo interno, salvo il più piccolo che si chiama “seme”. La bambolina più grande si chiama invece “madre”.

Sulle sue origini si raccontano diverse storie. C’è chi afferma che la prima bambola di legno composta da otto pezzi venne costruita ai primi del Novecento dal mastro Vasiliy Zvezdochkin e colorata dall’illustratore di libri per l’infanzia Maliutin, grande conoscitore dell’arte popolare dei villaggi russi. Maliutin rappresentò la bambola con il vestito tradizionale locale, chiamandola Matrena (dal latino mater, madre). Altri affermano che la bambola abbia altri precedessori. Il termine Matrioska è considerato un diminutivo di Matrena e rappresenta simbolicamente la figura materna e la generosità ad essa correlata, in cui si identifica spesso – anche nella cultura occidentale – nella fertilità della terra.
Le otto piccole bambole che componevano la prima matrioska rappresentavano, in ordine di grandezza, una madre, una ragazza, un ragazzo, una bambina ecc., fino all’ultima figura, quella di un neonato in fasce.

Nel 1900 la “matryoshka” acquistò un riconoscimento internazionale poichè venne esposta all’esizibizione mondiale di Parigi. Era l’inizio di un vero boom e della produzione di massa iniziata presso la cittadina di Sergiev-Posad vicino a Mosca. Le matrioske fabbricate a Sergiev-Posad sono considerate di maggior pregio rispetto ad altre, per la cura dei particolari.

La matrioska più grande fu fabbricata nel 1913 e conteneva un numero da record: 48 bambole.
Altri nomi con cui è conosciuta sono: matreshka, matrioska, babushka

lavorazione della matrioska

Proprio a Mosca si trova il Museo dedicato a questo souvenir, presso il Federal Folk Crafts Center.

matrioska al maschile

La passione per questo oggetto ha contagiato molte persone, si stima che nel Regno Unito, ci siano numerosi “matryoshka” lovers con clubs e cataloghi delle amate “matryoshkas”

Come si fanno le matriosche.

Fonti: www.vor.ru, italiarussia.net

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Matrioskas y babuskas

matrioske

Es el souvenir ruso por excelencia, un símbolo del arte popular de este país y también mi padre me trajo una a su regreso del viaje a Moscu en ocasión de las Olimpiadas del 1980. Es la Matrioška (en ruso матрёшка), lo característico es que son muchas muñecas de diferentes dimensiones realizadas en madera, cada una de la cuales se inserta en una de tamaño mayor. Cada pieza (muñeca) se divide en dos partes siendo huecas en su interior, menos la más pequeña que se llama “semilla”, mientras que la más grande se llama “madre”.

Sobre su origen se cuentan diferentes historias. Hay quien afirma que la primera muñeca  de madera compuesta de ocho piezas se construyó a inicios del Novecientos por el maestro Vasiliy Zvezdochkin y fue coloreada por el dibujante de libros infantiles Maliutin, profundo conocedor del arte popular de los pueblos rusos, el cual representó a la muñeca con el vestido tradicional local, llamándola Matrena (del latín mater, madre).
Otros afirman que la muñeca tenga otros predecesores. El término Matrioska esta considerado un diminutivo de Matrena y representa simbólicamente la figura materna y su generosidad, con la que se identifica muchas veces – también en la cultura occidental -  la fertilidad de la tierra.
Las ocho pequeñas muñecas que componían la primer matrioska representaban, en orden de grandeza, una madre, una joven, un joven, una niña etc, hasta la ultima figura, la de un neo nato fajado.

En 1900 la “matryoshka” adquirió un reconocimiento internacional luego de que se expusiera en la exhibición mundial de París. Era el inicio de un verdadero boom y de la producción en masa iniciada en la ciudad de Sergiev-Posad vecina a Moscu. Las matrioskas fabricadas en Sergiev-Posad son consideradas de mayor valor por el cuidado de los detalles.

La matrioska más grande fue fabricada en 1913 y contenía un numero de record: 48 muñecas.
Otros nombres con los cuales se las conocen son: matreshka, matrioska, babushka

lavorazione della matrioska

Justamente en Moscu se encuentra el Museo dedicado a este souvenir, se encuentra en el Federal Folk Crafts Center.

matrioska al maschile

La pasión por este objeto ha contagiado a muchas personas, se estima que en el Reino Unido, hay numerosos “matryoshka” enamorados con clubes y catálogos de las amadas “matryoshkas”

Como se hacen las matrioskas.

Fuente: www.vor.ru, italiarussia.net

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