Ciaffi

Piccoli tesori raccontano

Archivio di gennaio 2009

27 gennaio 2009

Scriviamo dei quaderni? E del riciclo?

Carta, carta, carta e anche tante scatole, confezioni di prodotti usati, da buttare, biscotti, bibite, liofilizzati… Abbiamo deciso di non buttarli più e dare una vita nuova, insomma, perché non utilizzarli per creare con essi dei quaderni o piccole taccuini? E da una semplice idea, ecco cosa abbiamo prodotto, quaderni o blocchi con dorso a spirale.

Molti prodotti, tra cui quelli dei cibi si presentano in scatole curate, con un packanging accattivante e con delle belle immagini. Finita la funzione di richiamo dagli scaffali del supermercato, una volta aperte, normalmente vengono scaricate tra i rifiuti producendo molta spazzatura.

Abbiamo pensato di raccogliere anche cartoline e cataloghi di carta più pesante, anche loro, invece di essere buttati, ora ci servono per realizzare le copertine dei nuovi quaderni.

Che fogli di carta usare per confezionarli? Avaevamo due possibilità, fogli già usati con una pagina ancora pulita oppure comprare fogli prodotti con residui della canna da zucchero.

Alcuni quaderni li abbiamo così confezionati con la carte della ditta Ledesma, la maggior produttrice di zucchero in Argentina. L’azienda utilizza la bagassa, un residuo della canna da zucchero per estrarre la cellulosa con cui produrre la carta. Questo minimizza lo sfruttamento delle risorse naturali, particolarmente del legno e contribuisce alla conservazione dell’ambiente. Una produzione sostenibile, quindi.

Volete vedere cosa abbiamo già preparato? Eccoli.3-mosaic3368351.jpg

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¿Escribimos sobre los cuadernos? ¿Y sobre el reciclaje?

Papeles, papeles y también muchas cajas, envases de productos usados para descartar. Hemos decidido no tirarlos más y darles una nueva vida, en otras palabras porque no crear con ellos cuadernos o pequeñas libretas? Y de una simple idea hemos hecho libretas con lomo de espiral.

Muchos productos, entre ellos los alimenticios se presentan en cajas bien diseñadas, con un envoltorio atractivo y con bellas imágenes. Cumplida su función, una vez abiertos, normalmente se descartan produciendo mucha basura.

También hemos juntado tarjetas y catálogos de papel más pesado, que en lugar de tirarlos ahora nos sirven para realizar las tapas de estos cuadernos.

¿Pero que hojas de papel usar para llenarlos? Tenemos dos opciones,  las hojas ya usadas con una carilla aún limpia o bien compramos hojas producidas con residuos de la caña de azúcar.

Algunas libretas la confeccionamos con papel de la empresa Ledesma, la mayor productora de azúcar en Argentina. La misma aprovecha el bagazo, un residuo de la caña de azúcar del cual extrae la celulosa con el que produce papel. Esto minimiza la explotación de los recursos naturales, particularmente de la madera y contribuye a la conservación del medio ambiente.

¿Quieren ver lo que hemos ya preparado? Aquí algunos ejemplos.

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19 gennaio 2009

E la nave va… Il modellismo navale di Alessandro Raggi

Amerigo Vespucci modello

Eno Santecchia ci racconta la passione per il modellismo navale del tolentinate Alessandro Raggi

Il piacevole accento toscano del sig. Alessandro Raggi nasconde le sue origini tolentinati. Andato in pensione quattro anni fa, non riuscendo a stare con le mani in mano, dapprima pensò di dedicarsi al modellismo aereo poi passò a quello navale.
Già a scuola era il migliore in disegno e nei lavoretti pratici: inventava e creava. Apprendista presso un fornitore della Piaggio di Pontedera, in poco tempo, eseguiva quasi il doppio del lavoro previsto nella giornata. La sua ottima manualità deriva da una naturale predisposizione e da un carattere attivo.
Cambiò lavoro varie volte, passando dalla vendita di legna al trasporto e al commercio di mobili ed elettrodomestici. A Cascina (PI), in un locale grezzo aprì una rivendita di mobili a prezzo economico, chiamandola “stalla”, creando un filone. Il suo proposito era vendere una gran quantità di prodotti al giusto prezzo. Nel 1969-70 si occupò anche della vendita di lampadari artigianali. Aprì a Empoli un’altra stalla e poi a Pisa. In ultimo, anche a causa della scomparsa del padre e dei crediti inesigibili, si disaffezionò al commercio e nel 1981 ritornò nelle Marche. Qui si dedicò all’agricoltura e alla ristrutturazione di vecchi casolari di campagna.
Da allora studia progetti e realizza modelli navali, la sua energia è inesauribile. Completò la sua prima scatola di montaggio in soli tre mesi. Tra i suoi modelli derivati dai kit pronti, c’è la seconda versione del veliero Amerigo Vespucci. In seguito costruì da solo una nave, prendendo spunto da un’altra imbarcazione.

Amerigo Vespucci

All’inizio, per l’acquisto dei materiali e degli specifici componenti si riforniva dai negozi di Macerata e di Civitanova Marche. In seguito al crollo del numero di appassionati a questo nobile, antico hobby quei rivenditori chiusero i battenti. Alessandro riferisce con malcelata tristezza che, ora, i più vicini negozi di modellismo sono due ad Ancona e due a Firenze.
Di solito prende il progettino di una nave, lo ingrandisce due o tre volte in scala e si mette all’opera. Le sue creature navali colpiscono perché sono grandi; così non ne ho viste neanche nei musei navali più importanti come quello di Lisbona. Chiamarli modellini è assai riduttivo: essi misurano da 0,60 a 2,60 metri e pesano da 5 fino a 80 chilogrammi.
Il nostro costruttore usa legno di noce, di faggio, di abete, di balsa, metalli come ottone, ferro, ghisa, ecc. Usa vernici a struscio (di sottofondo), di gomma lacca e tinte ad acqua che danno l’effetto naturale. Le vernici, oltre alla funzione puramente estetica, rinforzano e mantengono stabile il tutto. Non si notano sbavature; usa con maestria le colle rapide a presa in quattro minuti, il filo di cotone e lo spago per le cime. Le vele di seta derivano da ritagli di abiti da sposa e sono pazientemente cucite dalla moglie Adele. Utilizza accessori originali come bozzetti per le vele, staffe, anelli, argani, ancore, timoni, boccaporti, cannoni e chiodini d’ottone. Gli elementi che non riesce a trovare nella scala scelta li costruisce con notevole maestria nel suo ben attrezzato laboratorio casalingo. Quando gli viene l’idea per risolvere un problema modellistico non indugia ad alzarsi in piena notte.
Alla domanda su quali sezioni della nave richiedono più impegno e pazienza, Alessandro risponde che ogni parte è impegnativa: piegare correttamente il legno per la carena, carteggiare, rifinire e infilare i fili delle scale per accedere alle vele. Anche fare dei semplici fori con la punta da 0,5 mm non è facile. Gli scafi sono riprodotti fedelmente e a doppio strato. Per i modellini più piccoli ci vuole un minimo di 80 euro di materiali. Per la Vespucci più grande ha acquistato materiali per 500 euro e sono stati necessari nove mesi di lavoro per complessive 950 ore.
Caravelle, vascelli, transatlantici, rimorchiatori o semplici battelli da pesca del Mediterraneo sono tutti una gioia per gli occhi di chi ama il mare.
Finora Alessandro Raggi non ha ceduto nessun modello, è geloso delle sue creature e dice: “Vendere una barca è come vendere un figliolo”.
Tra le sue navi vi sono la Santa Maria e la Pinta, caravelle di Cristoforo Colombo, la San Giovanni Battista, l’Endeavour di Cook, lo scopritore dell’Australia, il mitico clipper inglese Cutty Sark (varato il 22-11-1869) che trasportava tè sulla rotta delle Indie e l’immancabile Titanic. E ben tre modelli dell’orgoglio della nostra Marina Militare, la nave scuola Amerigo Vespucci (varata il 22-2-1931). A bordo di quest’ultima i cadetti dell’Accademia prendono dimestichezza con il vento e le vele. Il primo modello risale a quattro anni fa ed è lungo 1,25 m, il secondo di 2,60 m, è di due anni e mezzo fa; ambedue sono fedeli in tutto. Il terzo risale a un anno fa, è lungo un metro e si differenzia dagli altri perché ha il fondo dello scafo colore marrone anziché nero. Raggi sostiene che il marrone fa risaltare maggiormente il modellino.
La passione dell’uomo per il modellismo ha radici lontane, era praticata sin dall’antichità da tutte le principali civiltà. Fino al 1700 le navi erano costruite senza un preciso progetto, poi dal 1925 nacquero le scatole di montaggio e prese piede il modellismo navale moderno, alla cui base vi è la ricerca della documentazione. Nei musei navali di tutto il mondo si possono ammirare dei modellini d’arsenale, cioè costruiti con gli stessi metodi delle navi vere. Dopo aver eseguito una buona ricerca della documentazione navale, avere una discreta conoscenza della storia marinara, bisogna conoscere i materiali e le tecniche per passare poi all’accurata esecuzione che non ammette scorciatoie.
Il nostro provetto modellista ha al suo attivo le seguenti mostre: a Sarnano, al campo fiera di Villa Potenza, a San Severino Marche, a Rosora, al castello della Rancia di Tolentino, a Esanatoglia e, nell’ultima estate, a Belforte del Chienti.
Con il modello più grande dell’Amerigo Vespucci ha vinto il secondo premio alla 6ª mostra di modellismo, svoltasi dal 22 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008, organizzata dall’ Associazione Modellisti Chiaravallesi ( www.amc-chiaravalle.org ), sodalizio molto attivo nel settore. Si trattava di un expo aperta a tutti i generi di modellismo che ha avuto ben 4.000 presenze; per la prima volta i modelli vincitori sono stati scelti dai visitatori. Hanno partecipato tre jesini campioni mondiali di navimodellismo statico.
Attualmente sta lavorando al difficile assemblaggio della Couronne, un vascello francese del 1636. Tra i suoi progetti: un battello a ruota come quelli che navigavano sul fiume Mississippi nell’Ottocento.
Senza una fine sensibilità e un’infinita pazienza come quella di Alessandro in questa difficile arte è pressoché impossibile raggiungere risultati accettabili. Alcuni principianti, dopo aver acquistato una scatola di montaggio, si sono arresi alle prime difficoltà, come piegare e assemblare il fasciame e hanno portato il modello ad Alessandro, il quale è riuscito a recuperarlo e terminarlo senza problemi.
I modelli di Alessandro Raggi non sono così minuscoli: per vedere i particolari non serve la lente d’ingrandimento. Si tratta di navi curate nei minimi dettagli e ogni particolare è ben visibile. Alessandro ha costruito anche delle imbarcazioni in grado di galleggiare, impegnandosi quindi anche nel modellismo navale dinamico (così chiamato dagli esperti).
Osservare le sue navi risveglia ai navigatori piacevoli ricordi, agli storici ricorda lidi e battaglie lontane, a tutti una gran voglia di navigare: il modo più piacevole di viaggiare.
Ben presto la produzione di Alessandro Raggi sarà sufficiente all’allestimento di una mostra permanente o di un piccolo museo a tema; chissà che a qualcuno non venga in mente di organizzarli.

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Y la nave va… El modelismo naval de Alessandro Raggi

Amerigo Vespucci modello

Eno Santecchia nos cuenta la pasión por el modelismo naval del tolentino Alessandro Raggi

El agradable acento toscano del señor Alessandro Raggi esconde su origen tolentino. Jubilado desde hace ya cuatro años, no pudiendo quedarse sin hacer algo, primero pensó en dedicarse al modelismo aéreo luego pasó al naval.
Ya en la escuela era el mejor en dibujo y en los trabajos prácticos: inventaba y creaba. Como aprendiz trabajo para un proveedor de la Piaggio de Pontedera, en poco tiempo, realizaba casi el doble del trabajo previsto para el día. Su optima manualidad derivaba de una natural predisposición y de un carácter activo.
Cambió de trabajo varias veces, pasando de la venta de maderas, al transporte y al comercio de muebles y electrodomésticos. A Cascina (PI), en un local basto abrió un negocio de reventa de muebles a precio económico, llamándolo “stalla” (establo). Su propósito era vender una gran cantidad de productos al justo precio. En 1969-70 se ocupó también de la venta de lamparas artesanales. Abrió en Empoli otra “stalla” y luego en Pisa. Por ultimo, también por causa del fallecimiento del padre y de créditos incobrables, perdió afección al comercio y en 1981 retornó a Le Marche. Allí se dedicó a la agricultura y a la re-estructuración de viejas casas de campo.
Desde entonces estudia proyectos y realiza modelos navales, su energía es inagotable. Completó su primera caja de montaje en solo tres meses. Entre sus modelos derivados de los kits listos para armar, esta la segunda versión del velero Américo Vespucci. Seguidamente construyo el solo una nave, tomando apunte de otra embarcación.

Amerigo Vespucci

Al inicio, para la compra de los materiales y de los específicos componentes se proveía en los negocios de Macerata y de Civitanova Marche. Pero luego de la caída del numero de apasionados a este noble y antiguo hobby esos vendedores cerraron sus persianas. Alessandro refiere con tristeza que, ahora, los negocios de modelismo mas cercanos son dos que se encuentran en Ancona y dos en Florencia.
Normalmente toma el proyecto de una nave, lo agranda dos o tres veces en escala y pone manos a la obra. Sus criaturas navales asombran porqué son grandes; así no he visto ni siquiera en los museos navales mas importantes como aquel de Lisbona. Llamarlos modelitos es muy reductivo: ellos miden desde 0,60 a 2,60 metros y pesan de 5 hasta 80 kilogramos.
Nuestro constructor usa madera de nogal, de haya, de abeto, de balsa, metales como latón, hierro, bronce, etc. Usa barnices para frotar (de bajo fondo), de goma laca y tinta al agua que dan un efecto natural. Las barnices, ademas de la función puramente estética, refuerza y mantiene estable todo. No se notan rebabas; usa con maestría las colas rápidas, el hilo de algodón y el cordel para las cimas. Las velas de seda derivan de retasos de trajes de novia y están pacientemente cosidas por la esposa Adele. Utiliza accesorios originales como bocetos para las velas, abrazaderas,  anillos, tornos, anclas, timones, escotillas, cañones y tachuelas de bronce. Los elementos que no logra encontrar en la escala elegida los construye con notable maestría en su bien equipado laboratorio casero. Cuando le viene una idea para resolver un problema modelístico no demora en levantarse de la cama a la noche.
A la pregunta sobre que sección de la nave requiere mas empeño y paciencia, Alessandro responde que cada parte es trabajosa: plegar correctamente la madera para la carena, empapelar, perfeccionar y poner los cables de las escaleras para acceder a las velas. Incluso realizar simples agujeros con la punta de 0,5 mm no es fácil. Los cascos se reproducen fielmente y en doble capa. Para los pequeños modelos se necesita un mínimo de 80 euros en materiales. Para la Vespucci mas grande ha comprado material por 500 euros y le tomó nueve meses de trabajo por un total de 950 horas.
Carabelas, barcos, transatlánticos, remolcadores o simples naves de pesca del Mediterráneo son todos una alegría para los ojos de aquellos que aman el mar.
Alessandro Raggi hasta ahora no ha cedido ningún modelo, es celoso de sus criaturas y dice: “Vender un barco es como vender un hijo”.
Entre sus nave estan la Santa Maria y la Pinta, carabelas de Cristobal Colon, la San Giovanni Battista, la Endeavour de Cook, el descubridor de Australia, el mítico clipper ingles Cutty Sark (botado el 22-11-1869) que transportaba te por la ruta de las Indias y el infaltable Titanic. Y bien tres modelos del orgullo de nuestra Marina Militar, la nave escuela Amerigo Vespucci (botada el 22-2-1931). A bordo de esta ultima los cadetes de la Academia se familiarizan con el viento y las velas. El primer modelo lo realizo hace cuatro años y es se largo 1,25m, el segundo de 2,60 m, es de hace dos años y medio; ambos son fieles en todo. El tercero es de hace un año, y es de largo un metro y se diferencia de los otros porqué tiene el fondo del casco de color marrón en lugar de negro. Raggi sostiene que el marrón hace resaltar mejor al modelo.
La pasión del hombre por el modelismo tiene raíces lejanas, era practicado desde la antigüedad por todas las principales culturas. Hasta el 1700 las naves eran construidas sin un preciso proyecto, luego en 1925 aparecieron los kits de montaje y tomo lugar el modelismo naval moderno, que se basa en datos documentados. En los museos navales de todo el mundo se pueden admirar los modelos de arsenal, o sea construidos con los mismos metodos de las verdaderas naves. Luego de haber seguido una buena búsqueda de la documentación naval, tener un discreto conocimiento de la historia marinera, es necesario conocer los materiales y las técnicas para pasar luego a la curada ejecución que no admite atajos.
Nuestro probo modelista tiene en su haber las siguientes muestras: en Sarnano, en el campo ferial de Villa Potenza, en San Severino Marche, en Rosora, en el castillo de la Rancia de Tolentino, en Esanatoglia y este ultimo verano, en Belforte del Chienti.
Con el modelo mas grande del Amerigo Vespucci ha ganado el segundo premio en la 6ª muestra de modelismo, desarrollada desde el 22 de diciembre 2007 al 6 de enero 2008, organizada por la Associazione Modellisti Chiaravallesi ( www.amc-chiaravalle.org ), sodalicio muy activo en el sector. Se trataba de una expo abierta a todos los generos de modelismo que tuvo 4.000 presencias; por primera vez los modelos ganadores fueron elegidos por los visitantes. Han participado 3 jesinos campeones mundiales de nave-modelismo estático.
Actualmente esta trabajando en el difícil ensamblaje de la Couronne, un buque frances del 1636. Entre sus proyectos: un barco a rueda como aquellos que navegaban en el río Mississippi en el 800.
Sin una fina sensibilidad y una infinita paciencia como aquella de Alessandro en este dificil arte es casi imposible de lograr resultados aceptables. Algunos principiantes, luego de haber comprado una caja de montaje, se rindieron ante la primera dificultad, como plegar y ensamblar el deposito y han llevado el modelo a Alessandro, quien logró recuperarlo y terminarlo sin problemas.
Los modelos de Alessandro Raggi no son tan pequeños: para ver los detalles no sirve la lupa. Se trata de naves curadas en los mínimos detalles y cada cosa es muy visible. Alessandro ha construido también embarcaciones capaces de flotar, empeñandose por lo tanto en el modelismo naval dinámico (así llamado por los expertos).
Observar sus naves despierta a los navegantes agradables recuerdos, a los históricos recuerda lides y batallas lejanas, a todos un gran deseo de navegar: el modo mas placentero de viajar.
Muy pronto la producción de Alessandro Raggi sera suficiente para la preparacion de una muestra permanente o de un pequeño museo tematico; quizas si a alguien no se le ocurra organizarlos.

Eno Santecchia

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6 gennaio 2009

La befana

Befana 1960

Me lo ricordo benissimo quel pomeriggio, 6 gennaio 1960, faceva freddo e mia madre non voleva che uscissi. Ma era il giorno della consegna dei pacchi della Befana aziendale, quelli che l’azienda municipalizzata del Gas, con un contributo dei dipendenti, destinava ai figli di operai e impiegati. Mi rivedo mentre mia madre mi imbacucca prima di uscire. Mio padre non aveva l’auto e sfidammo il freddo a bordo della sua lambretta 150 per arrivare dalle Tavernelle, dove abitavo, fino in centro. Alla fine della cerimonia, tornammo a casa con il tram a fili: il filobus come veniva chiamato.
L’ATMA, l’azienda trasporti, aveva inaugurato l’impianto filoviario nel marzo 1949 con l’istituzione di quattro linee che interessavano oltre al centro della città, anche le frazioni periferiche collinari di Pinocchio, Posatora e appunto Tavernelle. Parte delle linee sono state soppresse negli anni settanta.

Cosa stavo pensando in quel momento quando mi hanno scattato la foto? Di certo ero molto frastornata per trovarmi in un luogo mai visto prima. E non trovo immagine più adatta per questa giornata, che dovrebbe essere di festa e lo sarà per tanti. Nonostante il dolore e la voglia di silenzio e di pace che sembrano così irraggiungibili.

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La befana

Befana 1960

La recuerdo muy bien aquella tarde del 6 de enero de 1960, hacia frío y mi madre no quería que salga de casa. Pero era el día de la entrega de los paquetes de la Befana de la hacienda, aquellos que la hacienda Municipal del Gas, con la contribución de los dependientes, destinaba a los hijos de los obreros y empleados. Me veo mientras mi madre me cubría toda antes de salir. Mi padre no tenia auto y desafiábamos al frío a bordo de su lambretta 150 para llegar desde las Tavernelle, donde vivíamos, hasta el centro. Al final de la ceremonia, volvimos a casa con el tranvía eléctrico: el filobus como se llamaba en aquella época.
La ATMA, la hacienda de trasportes, había inaugurado la planta filo-viaria en marzo de 1949 con la institución de cuatro lineas que interesaban al centro de la ciudad, y también a las fracciones periféricas de las colinas Pinocchio, Posatora y Tavernelle. Parte de las lineas se suspendieron en los años setenta.

¿Que estaría pensando en aquel momento cuando me fotografiaron? Seguramente estaba muy intrigada porque me encontraba en un lugar que jamas había visto antes. Y no encuentro una imagen mas adecuada para este día, que debería ser de fiesta y lo será para tantos. No obstante el dolor y las ganas de silencio y de paz que parecen inalcanzables.

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