Ciaffi

Piccoli tesori raccontano

Archivio di marzo 2010

20 marzo 2010

Feeding America: ricettari da collezione per gastrofanatici

A casa ho contato più di cinquanta libri di ricette, storia dell’alimentazione e temi nutrizionali. Per gli appassionati -come la sottoscritta- di gastronomia e ricette, un sito internet da non perdere. Si tratta di “Feeding America”, ed è curato dalla Michigan State University Library in collaborazione con il Michigan State University Museum. Il progetto ha portato alla digitalizzazione e trascrizione full-text di 76 ricettari statunitensi datati dalla fine del ‘700 agli inizi del ‘900 scelti tra quelli della “MSU Cookery Collection”, che comprende più di 7000 libri. I libri della collezione sono ordinati per ordine alfabetico del titolo, per data o per argomento.

La ricerca può essere effettuata tramite il nome dell’autore, il titolo del libro, il nome della ricetta o addirittura gli ingredienti. E’ disponibile anche un indice alfabetico degli autori con una loro biografia, quando presente, e il link al libro relativo.

Altri strumenti interessanti sono il glossario dei termini culinari e la galleria di immagini di strumenti da cucina conservati nel MSU Museum.

Una intervista a Peter Berg, esperto americano di libri rari e curatore della raccolta, è apparsa su Collectorsweekly.com

Via

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Feeding America: recetarios de coleccion para gastrofanaticos

En casa conté mas de cincuenta libros de recetas, historia de la alimentación y temas de nutrición. Para los apasionados -como la que les escribe- de gastronomía y recetas, les señalo un sitio internet imperdible. Se trata de “Feeding America”, curado por la Michigan State University Library en colaboración con el Michigan State University Museum. El proyecto ha llevado a la digitalización y transcripción full-text de 76 recetarios estadounidense fechados desde fines del ‘700 a inicios del ‘900 elegidos entre aquellos de la “MSU Cookery Collection”, que comprende mas de 7000 libros. Los libros de la colección están ordenados por orden alfabético del titulo, por fecha o por argumento.
La búsqueda puede efectuarse tramite el nombre del autor, el titulo del libro, el nombre de la receta o los ingredientes.  Esta disponible también un indice alfabético de los autores con su biografía, cuando presente, y el link al libro relativo.

Otros instrumentos interesantes son el glosario de los términos culinarios y la galeria de imágenes de instrumentos de cocina conservados en el MSU Museum.

Una entrevista a Peter Berg, experto americano de libros raros y curador de la recolección, aparece en Collectorsweekly.com

Fuente

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14 marzo 2010

Si cucina in TV. Da Julia Child a “Buenas tardes, mucho gusto”

L’altro giorno mio padre si è presentato a pranzo con delle polpette e ha detto che aveva riproposto una ricetta della trasmissione “La prova del cuoco“. Se arrivo a casa nell’ora in cui è in onda la trasmissione, so già che troverò il televisore sintonizzato su quel canale.
In questi ultimi anni è aumentato moltissimo il numero delle trasmissioni dedicate alla cucina. Una tendenza che non è solo italiana. Si cucina in TV negli USA, in Inghilterra e gli chef protagonisti sono diventati famosi dopo la partecipazione alle trasmissioni.

Due anni fa il New York Times ha perfino dedicato un articolo Too Much Heat in the TV Kitchen? a questa tendenza. Il film Julie & Julia ha riproposta al cinema uno dei personaggi che hanno animato le cucine televisive: Julia Child.

Eccola immortalata sul set di “The French Chef” nel 1963, anno in cui fu trasmesso negli USA.

A che anno risalgono i primi Cooking show? Ci aiuta a dare una risposta questa interessante panoramica delle principali trasmissioni alla radio o in TV in giro per il mondo e le kitchen-star televisive . Si parte dagli anni venti alla radio e nel 1946 la prima trasmissione I love to eat curata da James Beard.

Sul fenomeno è stato anche scritto un libro, l’autrice di “Watching What We Eat”, che ripercorre la storia della cucina in TV è Kathleen Collins.
E in Argentina? lascio la parola a Mariana e Paula.

dona-petrona-en-buenas-tardes-mucho-gusto-con-ana-maria-baldi-maricarmen-y-mercedes-viton-de-doblas.jpg

… il programma Buenas tardes, mucho gusto negli anni 60′ che ora si può vedere nel canale VOLVER

E’ vero, oggi ci sono tantissimi programmi di cucina in TV, non solo locali, bensì anche internazionali che ormai non abbiamo delle scuse per non saper cucinare. Basta il piacere o la necessita di cucinare che il programma è pronto!!

Ma noi il primo programma in cui ricordiamo aver visto la prima cucina televisiva è quello di “Buenas tardes, mucho gusto” condotto da AnnaMaria, dove oltre ad insegnare diverse facende alle casalinghe,  c’erano tanti cuochi. Ma la più celebre cuoca era Doña Petrona C. in Gandulfo accompagnata dalla sua assistente Juanita (Giovannina) :-) :-)

Qui alcune riproduzioni per non dimenticarla!!

Vainillas= Vaniglie

Pan dulce= Panettone

Foto:

http://www.nytimes.com/2009/08/02/magazine/02cooking-t.html

http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=211878

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Se cocina en TV. De Julia Child a “Buenas tardes, mucho gusto”

El otro día mi padre se presento al almuerzo con unas albóndigas y dijo que había propuesto una receta de la trasmisión “La prova del cuoco“.
Si llego a casa a la hora en que esta en onda la trasmisión, ya se que encontrare el televisor sintonizado en ese canal.
En estos últimos años ha aumentado muchísimo el numero de trasmisiones dedicadas a la cocina. Una tendencia que no es solo italiana. Se cocina en TV en USA, en Inglaterra y los chefs protagonistas son aun mas famosos luego de la participación en las trasmisiones.

Hace dos años el New York Times ha incluso dedicado un articulo Too Much Heat in the TV Kitchen? a esta tendencia. El film Julie & Julia ha propuesto en cine uno de los personajes que mas han animado las cocinas televisivas: Julia Child.

Aquí inmortalizada en el set de “The French Chef” en 1963, año en el cual fue trasmitido en USA.

¿En que año se producen los primeros Cooking show? Nos ayuda a dar una respuesta este interesante panorama de las principales trasmisiones de radio o TV de todo el mundo y las kitchen-star televisivas . Se parte de los años veinte en la radio y en 1946 la prima trasmisión I love to eat dirigida por James Beard.

Sobre el fenómeno se ha incluso escrito un libro, la autora de “Watching What We Eat”, que recorre la historia de la cocina en TV es Kathleen Collins.
¿Y en Argentina? dejo la palabra a Mariana y Paula.

dona-petrona-en-buenas-tardes-mucho-gusto-con-ana-maria-baldi-maricarmen-y-mercedes-viton-de-doblas.jpg

… el programa Buenas tardes, mucho gusto en los años 60′ que ahora se puede ver en el canal VOLVER

Es cierto, hoy hay tantos programas de cocina en TV, no solo locales, sino también internacionales, que trasmite el canal El Gourmet, que ya no tenemos escusas para no saber cocinar. Basta el placer o la necesidad de cocinar que el programa esta listo!!

Pero nosotras el primer recuerdo que tenemos de cocina televisada es aquel de “Buenas tardes, mucho gusto” conducido por AnnaMaria, donde ademas de enseñar diferentes tares a las amas de casa,  habían distintos cocineros. Entre ellos participaba Choly Berreteaga que hoy continua enseñando en la televisión en su programa Cocina Fácil y ha escrito muchísimos libros. Pero la mas celebre cocinera era Doña Petrona C. de Gandulfo acompañada por su ayudante Juanita  :-) :-)

Aquí algunas reproducciones para no olvidarla!!!

Facturas

Merengues

Foto:

http://www.nytimes.com/2009/08/02/magazine/02cooking-t.html

http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=211878

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3 marzo 2010

Bibite Vintage

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La mia collezione di bottiglie Vintage, iniziata questa estate in occasione del Summer Jamboree, si arricchisce di nuovi esemplari. In un bar di Fermo ho trovato alcune bottiglie che non avevo mai visto prima. Come le bibite Abbondio anche queste presentano delle ammiccanti pin up in etichetta: spuma nera, chinotto, cedrata e aranciata.

http://www.fanfaron.it/Images/abbondio%20BiancaVintage.jpg

Vintage è un attributo che: “definisce le qualità ed il valore di un oggetto prodotto almeno vent’anni prima del momento attuale e che può altre sì essere riferito a secoli passati senza necessariamente essere circoscritto al Ventesimo secolo.

Gli oggetti definiti Vintage sono considerati oggetti di culto per differenti ragioni tra le quali le qualità superiori con cui sono stati prodotti, se confrontati ad altre produzioni precedenti o successive dello stesso manufatto, o per ragioni legate a motivi di cultura o costume…”

Per quanto riguarda le bibite analcoliche, il richiamo per il Vintage non si è esaurito la scorsa estate con riscoperta di chinotto e gazzosa. In rete ho scovato perfino il blog della Paoletti, storica azienda marchigiana produttrice della spuma. Ho trovato che anche la San Pellegrino ha proposto una sua collezione recentemente: la “Collezione Vintage Sanpellegrino”, in edizione limitata reinterpreta le originali bottiglie degli anni ’50, le clavette in vetro che per l’occasione hanno delle etichette in stile retrò.

Una domanda ai collezionisti che passano da queste parti: La bottiglia perde valore se si conserva vuota?

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Bebidas Vintage

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Mi colección de botellas Vintage, iniciada este verano en ocasión del Summer Jamboree, se enriquece de nuevos ejemplares. En un bar de Fermo encontre algunas botillas que no había jamas visto antes. Como las bebidas Abbondio también estas presentan las guiñadoras de ojo pin up en la etiqueta: espuma negra, quinoto, agua de cidra y naranja.

http://www.fanfaron.it/Images/abbondio%20BiancaVintage.jpg

Vintage es un atributo que: “define las cualidades y el valor de un objeto producido al menos veinte años antes del momento actual y que puede ademas estar referido a siglos pasados sin necesariamente estar circunscrito al Siglo XX.

Los objetos definidos Vintage son considerados objetos de culto por diferentes razones entre las cuales las cualidades superiores con las cuales han sido producidos, si lo confrontamos a otras producciones precedentes o sucesivas de la misma manufactura, o por razones ligadas a motivos culturales o de costumbre…”

En cuanto a las bebidas analcoholicas, el interes por el Vintage no se ha agotado el pasado verano con el redescubrimiento del quinoto y gassosa. En la red encontré hasta el blog de la Paoletti, histórica hacienda de Le Marche productora de la espuma. Encontré que también la San Pellegrino propuso recientemente una colección: la “Collezione Vintage Sanpellegrino”, en edición limitada reinterpreta las botellas originales de los años ’50, las clavette en vidrio que para la ocasión tienen la etiquetas en estilo retro.

Una pregunta a los coleccionistas que pasan por estas partes: ¿La botella pierde valor si se conserva vacía?

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