Entries Tagged 'Io lo visiterei' ↓

Si cucina in TV. Da Julia Child a “Buenas tardes, mucho gusto”

L’altro giorno mio padre si è presentato a pranzo con delle polpette e ha detto che aveva riproposto una ricetta della trasmissione “La prova del cuoco“. Se arrivo a casa nell’ora in cui è in onda la trasmissione, so già che troverò il televisore sintonizzato su quel canale.
In questi ultimi anni è aumentato moltissimo il numero delle trasmissioni dedicate alla cucina. Una tendenza che non è solo italiana. Si cucina in TV negli USA, in Inghilterra e gli chef protagonisti sono diventati famosi dopo la partecipazione alle trasmissioni.

Due anni fa il New York Times ha perfino dedicato un articolo Too Much Heat in the TV Kitchen? a questa tendenza. Il film Julie & Julia ha riproposta al cinema uno dei personaggi che hanno animato le cucine televisive: Julia Child.

Eccola immortalata sul set di “The French Chef” nel 1963, anno in cui fu trasmesso negli USA.

A che anno risalgono i primi Cooking show? Ci aiuta a dare una risposta questa interessante panoramica delle principali trasmissioni alla radio o in TV in giro per il mondo e le kitchen-star televisive . Si parte dagli anni venti alla radio e nel 1946 la prima trasmissione I love to eat curata da James Beard.

Sul fenomeno è stato anche scritto un libro, l’autrice di “Watching What We Eat”, che ripercorre la storia della cucina in TV è Kathleen Collins.
E in Argentina? lascio la parola a Mariana e Paula.

dona-petrona-en-buenas-tardes-mucho-gusto-con-ana-maria-baldi-maricarmen-y-mercedes-viton-de-doblas.jpg

… il programma Buenas tardes, mucho gusto negli anni 60′ che ora si può vedere nel canale VOLVER

E’ vero, oggi ci sono tantissimi programmi di cucina in TV, non solo locali, bensì anche internazionali che ormai non abbiamo delle scuse per non saper cucinare. Basta il piacere o la necessita di cucinare che il programma è pronto!!

Ma noi il primo programma in cui ricordiamo aver visto la prima cucina televisiva è quello di “Buenas tardes, mucho gusto” condotto da AnnaMaria, dove oltre ad insegnare diverse facende alle casalinghe,  c’erano tanti cuochi. Ma la più celebre cuoca era Doña Petrona C. in Gandulfo accompagnata dalla sua assistente Juanita (Giovannina) :-) :-)

Qui alcune riproduzioni per non dimenticarla!!

Vainillas= Vaniglie

Pan dulce= Panettone

Foto:

http://www.nytimes.com/2009/08/02/magazine/02cooking-t.html

http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=211878

Cartoline da Torino

Durante le vacanze io e mia figlia ci siamo regalate una vacanza a Torino. La città sabauda ci ha accolto con temperature fredde come preventivato, ma al riparo dei portici abbiamo potuto passeggiare senza troppi problemi. Per strada domenica mattina ci siamo imbattute in un mercatino di prodotti artigianali. Tra collane, sciarpe e cappelli in lana cotta, Silvia si è fermata davanti alla bancarella di un produttore di burattini e ci siamo messe a parlare con Francesco che con sua moglie, proseguendo una tradizione familiare, realizza e propone ai bambini il gioco delle marionette e dei burattini in alternativa al gioco elettronico. Inoltre Francesco e sua moglie organizzano e mettono in scena spettacoli con marionette a filo. Trovate informazioni sul loro lavoro sul loro blog Guizzi di marionette. Silvia è rimasta colpita dalle numerose marionette e abbiamo deciso di prenderne una in ricordo del viaggio. La scelta è caduta su il Piccolo principe.1 Torino2-300x225

2 Torino3-300x202

Visita poi al Museo del Cinema alla Mole Antonelliana, poi il pomeriggio visita al Museo Egizio. Pausa al Caffè Baratti in galleria per una cioccolata calda.
3 Torino-225x300

Lo sapete, nutro una passione sfegatata per i mercatini, in particolare per i mercatini dell’usato e delle specialità gastronomiche. Quindi saputo che la prima domenica del mese a Torino si svolge un mercatino, via a curiosare tra le bancarelle sotto i portici di piazza Carlo Felice, alla ricerca di stampe e libri antichi, volumi usati, cartoline, fumetti, fotografie, francobolli.4 Torino4-225x300

Me ne sono tornata in albergo con alcune stampe. Di cosa?
Bravi, avete indovinato, di pubblicità alimentari.

Gli schiaccianoci: le leve in cucina

1 legno
Tempo di frutta secca a tavola. E lo schiaccianoci, una leva di 2° genere come ci hanno insegnato a scuola durante le lezioni di fisica, è sempre a portata di mano. La domanda di schiaccianoci è diminuita negli ultimi tempi a causa della diffusione di snack confezionati e frutta già sgusciata. Abituati ad averlo in casa forse non abbiamo mai pensato alla lunga storia di questo oggetto presente tra gli utensili in cucina. Schiaccianoci di varie forme sono state utilizzate dall’uomo fin da quando ha imparato a raccogliere il primo sasso e lo ha utilizzato per aprire il guscio dei frutti secchi raccolti.

Ci sono comunque alcune tappe storiche da ricordare come riportato in questo sito ricco di dettagli.

Tra i riferimenti agli schiaccianoci si ricorda:

-Geoffrey Chaucer (circa 1343-1400), troviamo un riferimento aduno schiaccianoci in “Racconti di Canterbury”

-1372 in Francia, Jeanne d’Evreux si riferisce ad un dispositivo in argento per rompere le noci

-1548 in Inghilterra, Sir Thomas Elyot usa il termine latino ”nucifrangibulum” per un dispositivo nut-cracking

-1664 in Inghilterra, John Evelyn commenta l’idoneità del legno di bosso per la costruzione di schiaccianoci nella sua opera Sylva

-1792 in Inghilterra, Foote racconta di un paio di schiaccianoci presentato da Henry VIII a Anne Bolena.

2 nutcrackers
E’ nell’ottocento che la borghesia del nord Europa lo consacra come oggetto che rivela il peso sociale del padrone di casa. Così lo schiaccianoci prende la forma di animali, buffoni e mostri mitologici in legno e bronzo come quelli della collezione esposta nella Gallery del Metropole. Sono a forma di scoiattolo i due schiaccianoci in legno e ottone e risalgono all’ottocento.

3 schiaccianoci_01
Esemplari di Schiaccianoci erano disponibili in cataloghi in vendita fin dalla fine del XIX secolo, periodo che segnò il passaggio ad una produzione in serie. E’ sempre a partire dal XIX secolo che, in gran parte per la crescita del turismo, schiaccianoci-souvenir hanno cominciato a essere prodotto in grandi numeri, in particolare in Germania, la Svizzera e il Tirolo. Una grande varietà di schiaccianoci brevettati sono stati progettati nei secoli XIX e XX.

Su questo oggetto ci sono poi diverse storie da raccontare. Secondo la tradizione tedesca, gli schiaccianoci sono dei porta fortuna per la famiglia e proteggono la casa. La leggenda racconta che lo schiaccianoci rappresenta il potere e la forza e serve a proteggere fedelmente la famiglia da spiriti maligni e dal pericolo.

In Germania a Neuhausen si trova perfino il Museo dello schiaccianoci. All’ingresso il visitatore viene accolto dal più grande schiaccianoci del mondo (5,87 m), che è citato, a pieno titolo, nel Guinness dei primati. La superficie espositiva è di circa 400 m2 ed ospita più o meno 3.000 differenti schiaccianoci provenienti da 30 nazioni. Ogni pezzo è assolutamente unico, non ci sono doppioni. C’è anche lo schiaccianoci più piccolo del mondo, che misura solamente 4,9 mm. Lo schiaccianoci più antico, proveniente dalla zona dei Monti Metalliferi, è stato prodotto nel 1870 a Seiffen. Nel laboratorio allestito per i visitatori si possono “spiare” gli artigiani mentre eseguono le loro opere, utilizzando metodi e utensili d’epoca. Qui infatti vengono usati dei torni secolari.

In molti esemplari compare uno scoiattolo, ecco uno schiaccianoci del periodo vittoriano:

4 victorian-squirrel-nutcracker

Altri esemplari scovati in rete:
5 XXX_nutcracker_005-016 d54f4b2823262bf9174ad8750c8a-1-3
7 20100_02 8 41QeK51BMSL._SL500_AA280_

Guardate questi:
9 Alsace

Fino ai curiosi gadget di oggi:
10 3523411 hcrackb

Siti da consultare per appassionati di collezioni di vecchi schiaccianoci:

Nutcrackers, scrambling for nuts, and Christmas

nutcrackers.org.uk

E ad Etsy?… Abbiamo trovato un’ampia offerta di bellissimi pezzi da collezionare. Ecco qualche esempio:
mosaico cascanueces

1. Vintage Ulbricht Muskateer Nutcracker German GDR 13in. di VintageZen
2. Nutcracker Fish, Vintage Carved Wood di VintageZen
3. Nutcracker di thebestthings
4. Vintage Wrought Iron Christmas Collectable Nutcracker – Gorgeously Painted di gypsyscaravan9

Filatelia tra vigneti, cantine ed etichette di vino

Ricordate il post sulla filatelia enogastronomica? Stamattina mentre cercavo informazioni di tutt’altro genere sono capitata con sorpresa su un blog in cui si parla di filatelia dedicata al vino. Questa raccolta è davvero bella, partiamo dall’ Argentina in onore delle due coautrici di Ciaffi. Argentina,

/wine_argentina_

Estampilla productos enogastronomicos argentinos 2000
Ecco il francobollo del 2000 con la busta e il foglietto dove dice che questo ha vinto il Primo Premio come francobollo più bello, che possediamo le ciaffone argentine.

Troviamo esempi di vini prodotti in Armenia, Bulgaria, Canada, Cuba, Francia,Ungheria, Israel, Luxemburg, Moldova, New Zealand, Portugal, Romania, Serbia, South Africa. Sono davvero tanti gli stati che hanno dedicato edizioni al tema enologico con incursioni tra vigneti, cantine ed etichette.

/wine_australia_wine_stamp.gif

La piccola Repubblica di San Marino, ha celebrato i vini europei (2007), i vini italiani (2005) e di San Marino.

I vini europei provenivano da sette Paesi selezionati da esperti del settore enologico. Sul foglietto, si leggeva un’affermazione di Leonardo da Vinci “Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”.

Dieci etichette di vini italiani furono scelti fra trentadue aziende italiane segnalate da alcuni esperti. Eravamo nel 2005. Troviamo anche un vino marchigiano: il Verdicchio.

vini6_big

Ed ecco la serie 2009 dedicata ai vini di San Marino.

vinisanmarino

Fonte immagini

Cartoline da Firenze

Firenze

In questi giorni Gianna è stata a Firenze per assistere ad un Congresso e ci ha spedito delle immagini a modo di souvenir. Non solo la solita ed eterna cartolina sull’Arno, ma pure dei piccoli flash delle vetrine che fanno della sua visita un momento unico ed indimenticabile.

Come le vetrine di tutte le città, quelle di Firenze si sono vestite in questo periodo per il prossimo Natale. Ecco alcuni esempi.

Conigli

Il coniglio bianco circondato da orologi, referenza diretta al racconto di Alice nel Paese delle Meraviglie è il tema di questa vetrina di abbigliamento di uomo.

vetrina1

Stupenda è questa vetrina di dolci piena di cioccolato e rose, ripresa impossibile da fare se non si è nei d’intorni di Santa Maria del Fiore, inconfondibilmente riflessa sul vetro.

Grazie Gianna per condividere con noi questi bei scatti.

Lucca Comics again

lucca_comics1

Anche quest’anno si va a Lucca Comics. Partenza domani. Due giorni a spasso tra i vicoli della bella cittadina toscana mentre la figlia e compagni di scuola visiteranno i padiglioni della mostra, si parla di circa quattrocento espositori distribuiti su quasi ventimila metri quadrati di superficie coperta. L’anno scorso ero stata benissimo e torno così volentieri. Quest’anno l’evento è dedicato all’evoluzione per onorare il 150° anniversario della teoria di Charles Darwin e il bicentenario della nascita dello scienziato.

Museo dei bottoni

Botoni delle ciaffone argentineIl museo del bottone; avete visto il sito che parla di insoliti musei?
Si possono segnalare musei non ancora inseriti, purché siano italiani
. Questo ci ha detto Gianna.

E sebbene noi non ne abbiamo un museo e tanto meno abitiamo in Italia, vorremo mostrarvi i bottoni che ne abbiamo nel cassetto.
No sono di collezione!! però sono tanti che abbiamo raccolto nel tempo al punto di averli in baratoli separati per colori.
Alcuni appartengono ai cappotti e ai vestiti di zio, altri a uniformi di babbo, o ai costumi della nonna, altri sono dei bottoni che cuciva zia Inesita quando lavorava a casa sua per una modista. Altri sono dei bottoni che nel tempo si sono accumulati perchè erano nei indumenti comprati e altri di quelli che rimanevano da quando cucivamo o sferruzzavamo a casa.
C’è una gran varietà di bottoni, a due o quattro buchi, tondi, quadrati, piatti, volumetrici, forme capricciose, di diverse misure. Alcuni sono di materiali semplici come la plastica, legno, metallo o più sofisticati come la madreperla, cocco o foderati con dei tessuti o passamaneria. Ci piace riutilizzarli in altri indumenti, e paradossalmente nonostante ne abbiamo tanti, sempre ci manca un bottone, contrariamente a ciò che dice la canzone di Jose Larralde ” El por que”:

…que me falta un ojal,
q
ue me sobra un botón!

Re-exposure of Resize of HPIM7133_editedRe-exposure of HPIM7156_edited

Fonti:
-insolitimusei.com

- bottoni-museo.it

-placidasignora

Merletti al Museo Diocesano

POSTER

E’ stata inaugurata da pochi giorni la Mostra su I merletti del Museo Diocesano, sarà aperta fino al 1 novembre 2009.

A seguito di un accurato intervento di manutenzione conservativa e di catalogazione promosso dall’Arcidiocesi Ancona-Osimo ed eseguito dal laboratorio La Congrega, sono stati catalogati oltre duecento manufatti tessili. Le opere, non sono mai state esposte prima d’ora, ci sono camici, tovaglie d’altare, copri calici. Le tecniche usate sono il merletto a fusello, ad ago, filet.
La mostra prende avvio dal chiostro del Museo Diocesano presso il Piazzale del Duomo, e prosegue snodandosi all’interno del Palazzo del Vecchio Episcopio. I manufatti tessili sono accostati a tele che raffigurano vescovi, cardinali, pontefici e altri personaggi che indossano preziosi merletti simili a quelli esposti.
Il percorso prevede un’altra sede espositiva: Il laboratorio di artigianato artistico La Congrega di Via Degli Orefici. La Congrega è uno dei negozi in cui andavo spesso da ragazzina, mi piaceva cercare tra i vestiti usati in mostra, i vecchi camicini, merletti e trine. Con il tempo il negozio ha differenziato la sua offerta e oggi è impegnato nella valorizzazione del tessile.

L’ingresso alla mostra è libero e l’orario è il seguente, dalle 16 – 19 tutti i giorni e dalle 10 – 12 domenica

Via

summer jamboree time!

testata

E’ iniziata a Senigallia la decima edizione della manifestazione Summer jamboree: il festival della musica e della cultura dell’America degli anni ‘40 e ‘50. Con il festival si fa un tuffo in quegli anni con un programma ricchissimo di esibizioni di gruppi rock ‘n roll classico americano. C’è anche la possibilità di visitare stands per collezionisti di oggetti, dischi rari, Vinili, abiti vintage,targhe americane e gadget vintage.

Da appassionata quale sono non posso mancare al Rockin’ Village con il Vintage Market che tutti i giorni si apre alle 18.00 fino a tarda notte presso i Giardini Rocca | P.zza Manni | P.zza del Duca. A Piazza Simoncelli invece si possono ammirare le auto degli anni pre ’65. Il festival chiuderà il 23 agosto 2009.

Sul blog Summerjamboree.blogspot.com i racconti dei partecipanti e le locandine di tutte le edizioni precedenti.

Ho scoperto anche un gruppo su Flickr in cui curiosare nelle immagini scattate dai numerosi visitatori.

summer Jamboree

C’era una volta Buon Gusto

Food Books

Vi apro le porta di casa mia per mostrarvi una parte della mia libreria, quella dedicata ai libri di ricette, di storia dell’alimentazione, curiosità e aspetti culturali. Una passione iniziata tanti anni fa. Ho accumulato una mole notevole di libri e pubblicazioni, oltre a numerose riviste di cucina, come Cucina Italiana e il Gambero Rosso di cui ho iniziato a seguire poi anche i siti internet.

Sistemando i numeri di vecchi giornali e magazine, sono uscite fuori le copia del periodico Buon gusto.

Buon Gusto

Una bella idea quella dell’editore, Buon Gusto è stato una vetrina per l’enogastronomia e il territorio marchigiano. Dopo circa un anno la pubblicazione è cessata. Un vero peccato perchè il valore aggiunto della rivista è che gli articoli erano scritti in due lingue, italiano e inglese diventando così un veicolo utile per la promozione anche all’estero.

Quante sono le riviste e i giornali che ogni anno vengono chiusi? ce ne sono molti. Lo sapevate che c’è perfino il Museo dei Dead Magazine?