Ciaffi

Piccoli tesori raccontano

Archivio della Categoria 'Io lo visiterei'

3 ottobre 2010

Chips e crisps. Quanto può valere una collezione di etichette?

Appena ho visto la foto, ho pensato al mio archivio. Dopo quattro anni la raccolta di etichette alimentari è cresciuto, sono decine le confezioni di cereali, snacks, merendine, messe da parte per studiare e confrontare varie tipologie di prodotti e loro qualità nutrizionale. Materiale che impiego a volte nei miei “Etichettibus”.

La signora della foto ha impiegato trent’anni invece per la sua collezione spinta da curiosità e sono circa 9.000 le confezioni di chips che ha accumulato.

Passione condivisa da altri. Passione che si può rivelare un investimento? sembra di sì, infatti leggete qui La collezione di Dave Valentine -immortalato tra le sue buste di chips- poichè include confezioni datate e risalenti a venti o piu’ anni fa con etichette uscite dal mercato, può valere piu’ di 10.000 $.

Nel sito di Chips collection avete la possibilità di studiare i brand principali di chips nei vari continenti.

- Crisp packet fan boasts 9000 empty bags in her collection

- Potato chip bag collection

- Old-chip-bags-valued-at-16000

- Man’s collection of empty crisps packets worth a small fortune

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17 agosto 2010

Il museo Etnografico di Teodone. La residenza Mair am Hof

Come sempre dal ritorno da un viaggio, mi ritrovo in borsa biglietti vari, ho infatti l’abitudine di non buttare scontrini, biglietti d’ingresso ai musei, locandine. E anche stavolta, al rientro dalla vacanza in Val Pusteria è stato così. Tra le mete che ricorderò vi è la visita al Museo etnografico di Teodone, un museo all’aperto che si trova a 2 km da Brunico.

Si parte dal Maso padronale, la residenza signorile Mair am Hof edificata nel periodo fra il 1690 ed il 1700 da Anton Wenzl von Sternbach (1651-1716). La residenza con le sue numerose stanze ricche di oggetti ci testimonia il modo di vivere dei piu’ ricchi. Come passavano le giornate, quali suppellettili usavano in cucina, come erano arredate le loro stanze, come vestivano, quali erano i loro passatempi.

Al museo si conserva la farmacia completa di Sebastian Ragginer, un medico contadino di Luson che si occupava in primo luogo del bestiame.

Il museo ha una grande collezione di abiti e cinturoni abbelliti con borchie di stagno o ricamati con penne di pavone. La collezione del museo presenta inoltre anche numerose pipe in porcellana e legno. Infatti fumare la pipa era apprezzato in certi ambienti nel XVIII e XIX secolo. Ecco alcune foto.

Dopo la visita alla casa signorile, il museo permette di avvicinare la vita quotidiana della società rurale del passato e i cambiamenti della vita e della cultura popolare nel corso dei secoli.

Si prosegue quindi all’esterno nei 4 ettari dove si incontrano vari edifici, i masi contadini, le officine artigiane, tipici orti contadini, campi, animali domestici e bestiame d’ allevamento. Nel percorso si avvicinano varie costruzioni rurali dal XV al XVIII secolo riedificate e sistemate come unità abitative per rappresentare le tipologie abitative delle diverse vallate sudtirolesi. continua…

Sito web

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12 luglio 2010

Il Festival dei Gufi 2010

Torna il Festival dei Gufi 2010. Dopo tre anni, ricordate? ne avevamo parlato.
Marco Mastrorilli, l’organizzatore ci ha scritto che quest’anno ci saranno novità e aggiornamenti.

Contribuiamo a divulgare le date dell’evento e il programma. Il Festival dei gufi 2010 si terrà il 2 ed il 3 ottobre 2010 al Castello di Corticelli.

Il festival è organizzato in collaborazione con l’Associazione La Val Tidone (coordinata da Valentino Matti) ed oltre al Castello di Corticelli (Nibbiano – Piacenza) è stata scelta come altra sede la prestigiosa Rocca di Borgonovo Val Tidone, uno splendido maniero nelle cui segrete sotterranee che un tempo ospitavano le prigioni è stato ricavato un elegante spazio per conferenze.

Ecco il programma:

1 ottobre 2010 Galà di presentazione del Festival dei gufi, con la presentazione del documentario Uomini e Gufi realizzato da Marco Mastrorilli e Dario Soldi con produzione di Telecolor

2 ottobre a Corticelli inizierà il Festival dei gufi nel castello, durante la mattinata si svolgerà nella rocca di Borgonovo (a 15 minuti dalla sede del festival) un convegno scientifico che ha avuto il Patrocinio scientifico del CISO (Centro Italiano studi Ornitologici), ASOER (Associazione Ornitologi Emilia Romagna), Gruppo Italiano Civette e Parco Regionale dello Stirone.

Tra gli interventi un contributo sulla Civetta capogrosso in Veneto di Francesco Mezzavilla uno tra i fondatori dei Faunisti Veneti. Un contributo di Sergio Tralongo, direttore del Parco dello Stirone e di alcuni suoi collaboratori sull’Assiolo nel Parco dello Stirone. Seguirà una review sullo status dei rapaci notturni nella provincia di Piacenza. Verrà presentato il progetto Gufiamo a cura del Team che segue il progetto nazionale (A.Usai, A. Tonelli, M.Sighele e M.Mastrorilli).

Ci sarà una sessione poster dedicata a contributi inviati da autori e ricercatori italiani.

Fervono i lavori per altri eventi che si svolgeranno in una prestigiosa villa piacentina nel quale sarà svolto un evento importante sabato sera. Stay tuned!

Ma le sorprese non sono finite. L’intera Val Tidone con il Festival sarà coinvolta, ci sarà la possibilità di partecipare ad uno speciale gioco a premi CACCIA AL GUFO che vi condurrà in una caccia al tesoro -ovviamente nessun atto violento contro i gufi!- tra i vigneti e le splendide colline della valle ove potrete simultaneamente apprezzare il vino, i salumi, il miele e altri prodotti tipici della Val Tidone giocando ad un caccia al tesoro ove il tesoro sarà il gufo. Ci saranno 13 realtà produttive agricole locali, la Collina in bocca, che saranno identificate con il nome di uno dei 13 rapaci notturni europei. Un connubio quindi tra la passione dei gufi a quella per il piacere dell’enogastronomia.

Avete visto il video di sintesi e di presentazione della Val Tidone dove si terrà il festival e del castello di Corticelli?

Al Castello di Corticelli si terrà una mostra collettiva di illustrazione e pittura naturalistica senza precedenti in Italia per qualità e dimensioni. Il tema ovviamente saranno i gufi. Solo questa situazione merita il viaggio e la visita dell’evento.

Non mancheranno mostre fotografiche con alcuni degli scatti più belli realizzati in Europa per alcune specie di Strigiformi. Oltre un centinaio di grandi immagini dedicate ai rapaci notturni.

Seguite l’evento al link www.festivaldeigufi.it

CHI VUOLE PARTECIPARE o COLLABORARE con qualche attività o evento può contattare gli organizzatori.

Per informazioni:

Organizzazione Associazione La val Tidone, per info e contatti scrivete a festivalgufi@libero.it o marco.mastrorilli@tin.it

Fonte immagine 

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15 aprile 2010

Banane da collezionare

Che destino avranno i 17.000 oggetti banana-shaped collezionati da Ken Bannister e messi invendita su E-bay dopo aver ricevuto lo sfratto dei locali che ospitavano la sua raccolta?

Gli oggetti hanno trovato un acquirente: Fred Garbutt che ha annunciato la nuova location, il nuovo Museo sorgerà a North Shore in California. Ma non sarà l’unico museo dedicato al frutto del genere Musa e alla famiglia delle Musaceae. Infatti a Washington sorge il Banana Museum curato da Ann Mitchell Lovell. Ann has raccolto circa 4.000 oggetti, foto storiche e poster pubblicitari vintage che documentano l’importanza della coltivazione e il suo valore economico.


Di musei decisamente diversi, dedicati al cibo e ai suoi aspetti storici e culturali ce ne sono moltissimi in Italia e in giro per il mondo come abbiamo raccontato qui e qui.

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20 marzo 2010

Feeding America: ricettari da collezione per gastrofanatici

A casa ho contato più di cinquanta libri di ricette, storia dell’alimentazione e temi nutrizionali. Per gli appassionati -come la sottoscritta- di gastronomia e ricette, un sito internet da non perdere. Si tratta di “Feeding America”, ed è curato dalla Michigan State University Library in collaborazione con il Michigan State University Museum. Il progetto ha portato alla digitalizzazione e trascrizione full-text di 76 ricettari statunitensi datati dalla fine del ‘700 agli inizi del ‘900 scelti tra quelli della “MSU Cookery Collection”, che comprende più di 7000 libri. I libri della collezione sono ordinati per ordine alfabetico del titolo, per data o per argomento.

La ricerca può essere effettuata tramite il nome dell’autore, il titolo del libro, il nome della ricetta o addirittura gli ingredienti. E’ disponibile anche un indice alfabetico degli autori con una loro biografia, quando presente, e il link al libro relativo.

Altri strumenti interessanti sono il glossario dei termini culinari e la galleria di immagini di strumenti da cucina conservati nel MSU Museum.

Una intervista a Peter Berg, esperto americano di libri rari e curatore della raccolta, è apparsa su Collectorsweekly.com

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14 marzo 2010

Si cucina in TV. Da Julia Child a “Buenas tardes, mucho gusto”

L’altro giorno mio padre si è presentato a pranzo con delle polpette e ha detto che aveva riproposto una ricetta della trasmissione “La prova del cuoco“. Se arrivo a casa nell’ora in cui è in onda la trasmissione, so già che troverò il televisore sintonizzato su quel canale.
In questi ultimi anni è aumentato moltissimo il numero delle trasmissioni dedicate alla cucina. Una tendenza che non è solo italiana. Si cucina in TV negli USA, in Inghilterra e gli chef protagonisti sono diventati famosi dopo la partecipazione alle trasmissioni.

Due anni fa il New York Times ha perfino dedicato un articolo Too Much Heat in the TV Kitchen? a questa tendenza. Il film Julie & Julia ha riproposta al cinema uno dei personaggi che hanno animato le cucine televisive: Julia Child.

Eccola immortalata sul set di “The French Chef” nel 1963, anno in cui fu trasmesso negli USA.

A che anno risalgono i primi Cooking show? Ci aiuta a dare una risposta questa interessante panoramica delle principali trasmissioni alla radio o in TV in giro per il mondo e le kitchen-star televisive . Si parte dagli anni venti alla radio e nel 1946 la prima trasmissione I love to eat curata da James Beard.

Sul fenomeno è stato anche scritto un libro, l’autrice di “Watching What We Eat”, che ripercorre la storia della cucina in TV è Kathleen Collins.
E in Argentina? lascio la parola a Mariana e Paula.

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… il programma Buenas tardes, mucho gusto negli anni 60′ che ora si può vedere nel canale VOLVER

E’ vero, oggi ci sono tantissimi programmi di cucina in TV, non solo locali, bensì anche internazionali che ormai non abbiamo delle scuse per non saper cucinare. Basta il piacere o la necessita di cucinare che il programma è pronto!!

Ma noi il primo programma in cui ricordiamo aver visto la prima cucina televisiva è quello di “Buenas tardes, mucho gusto” condotto da AnnaMaria, dove oltre ad insegnare diverse facende alle casalinghe,  c’erano tanti cuochi. Ma la più celebre cuoca era Doña Petrona C. in Gandulfo accompagnata dalla sua assistente Juanita (Giovannina) :-) :-)

Qui alcune riproduzioni per non dimenticarla!!

Vainillas= Vaniglie

Pan dulce= Panettone

Foto:

http://www.nytimes.com/2009/08/02/magazine/02cooking-t.html

http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=211878

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9 gennaio 2010

Cartoline da Torino

Durante le vacanze io e mia figlia ci siamo regalate una vacanza a Torino. La città sabauda ci ha accolto con temperature fredde come preventivato, ma al riparo dei portici abbiamo potuto passeggiare senza troppi problemi. Per strada domenica mattina ci siamo imbattute in un mercatino di prodotti artigianali. Tra collane, sciarpe e cappelli in lana cotta, Silvia si è fermata davanti alla bancarella di un produttore di burattini e ci siamo messe a parlare con Francesco che con sua moglie, proseguendo una tradizione familiare, realizza e propone ai bambini il gioco delle marionette e dei burattini in alternativa al gioco elettronico. Inoltre Francesco e sua moglie organizzano e mettono in scena spettacoli con marionette a filo. Trovate informazioni sul loro lavoro sul loro blog Guizzi di marionette. Silvia è rimasta colpita dalle numerose marionette e abbiamo deciso di prenderne una in ricordo del viaggio. La scelta è caduta su il Piccolo principe.1 Torino2-300x225

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Visita poi al Museo del Cinema alla Mole Antonelliana, poi il pomeriggio visita al Museo Egizio. Pausa al Caffè Baratti in galleria per una cioccolata calda.
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Lo sapete, nutro una passione sfegatata per i mercatini, in particolare per i mercatini dell’usato e delle specialità gastronomiche. Quindi saputo che la prima domenica del mese a Torino si svolge un mercatino, via a curiosare tra le bancarelle sotto i portici di piazza Carlo Felice, alla ricerca di stampe e libri antichi, volumi usati, cartoline, fumetti, fotografie, francobolli.4 Torino4-225x300

Me ne sono tornata in albergo con alcune stampe. Di cosa?
Bravi, avete indovinato, di pubblicità alimentari.

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7 gennaio 2010

Gli schiaccianoci: le leve in cucina

1 legno
Tempo di frutta secca a tavola. E lo schiaccianoci, una leva di 2° genere come ci hanno insegnato a scuola durante le lezioni di fisica, è sempre a portata di mano. La domanda di schiaccianoci è diminuita negli ultimi tempi a causa della diffusione di snack confezionati e frutta già sgusciata. Abituati ad averlo in casa forse non abbiamo mai pensato alla lunga storia di questo oggetto presente tra gli utensili in cucina. Schiaccianoci di varie forme sono state utilizzate dall’uomo fin da quando ha imparato a raccogliere il primo sasso e lo ha utilizzato per aprire il guscio dei frutti secchi raccolti.

Ci sono comunque alcune tappe storiche da ricordare come riportato in questo sito ricco di dettagli.

Tra i riferimenti agli schiaccianoci si ricorda:

-Geoffrey Chaucer (circa 1343-1400), troviamo un riferimento aduno schiaccianoci in “Racconti di Canterbury”

-1372 in Francia, Jeanne d’Evreux si riferisce ad un dispositivo in argento per rompere le noci

-1548 in Inghilterra, Sir Thomas Elyot usa il termine latino ”nucifrangibulum” per un dispositivo nut-cracking

-1664 in Inghilterra, John Evelyn commenta l’idoneità del legno di bosso per la costruzione di schiaccianoci nella sua opera Sylva

-1792 in Inghilterra, Foote racconta di un paio di schiaccianoci presentato da Henry VIII a Anne Bolena.

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E’ nell’ottocento che la borghesia del nord Europa lo consacra come oggetto che rivela il peso sociale del padrone di casa. Così lo schiaccianoci prende la forma di animali, buffoni e mostri mitologici in legno e bronzo come quelli della collezione esposta nella Gallery del Metropole. Sono a forma di scoiattolo i due schiaccianoci in legno e ottone e risalgono all’ottocento.

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Esemplari di Schiaccianoci erano disponibili in cataloghi in vendita fin dalla fine del XIX secolo, periodo che segnò il passaggio ad una produzione in serie. E’ sempre a partire dal XIX secolo che, in gran parte per la crescita del turismo, schiaccianoci-souvenir hanno cominciato a essere prodotto in grandi numeri, in particolare in Germania, la Svizzera e il Tirolo. Una grande varietà di schiaccianoci brevettati sono stati progettati nei secoli XIX e XX.

Su questo oggetto ci sono poi diverse storie da raccontare. Secondo la tradizione tedesca, gli schiaccianoci sono dei porta fortuna per la famiglia e proteggono la casa. La leggenda racconta che lo schiaccianoci rappresenta il potere e la forza e serve a proteggere fedelmente la famiglia da spiriti maligni e dal pericolo.

In Germania a Neuhausen si trova perfino il Museo dello schiaccianoci. All’ingresso il visitatore viene accolto dal più grande schiaccianoci del mondo (5,87 m), che è citato, a pieno titolo, nel Guinness dei primati. La superficie espositiva è di circa 400 m2 ed ospita più o meno 3.000 differenti schiaccianoci provenienti da 30 nazioni. Ogni pezzo è assolutamente unico, non ci sono doppioni. C’è anche lo schiaccianoci più piccolo del mondo, che misura solamente 4,9 mm. Lo schiaccianoci più antico, proveniente dalla zona dei Monti Metalliferi, è stato prodotto nel 1870 a Seiffen. Nel laboratorio allestito per i visitatori si possono “spiare” gli artigiani mentre eseguono le loro opere, utilizzando metodi e utensili d’epoca. Qui infatti vengono usati dei torni secolari.

In molti esemplari compare uno scoiattolo, ecco uno schiaccianoci del periodo vittoriano:

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Altri esemplari scovati in rete:
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7 20100_02 8 41QeK51BMSL._SL500_AA280_

Guardate questi:
9 Alsace

Fino ai curiosi gadget di oggi:
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Siti da consultare per appassionati di collezioni di vecchi schiaccianoci:

Nutcrackers, scrambling for nuts, and Christmas

nutcrackers.org.uk

E ad Etsy?… Abbiamo trovato un’ampia offerta di bellissimi pezzi da collezionare. Ecco qualche esempio:
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1. Vintage Ulbricht Muskateer Nutcracker German GDR 13in. di VintageZen
2. Nutcracker Fish, Vintage Carved Wood di VintageZen
3. Nutcracker di thebestthings
4. Vintage Wrought Iron Christmas Collectable Nutcracker – Gorgeously Painted di gypsyscaravan9

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22 dicembre 2009

Filatelia tra vigneti, cantine ed etichette di vino

Ricordate il post sulla filatelia enogastronomica? Stamattina mentre cercavo informazioni di tutt’altro genere sono capitata con sorpresa su un blog in cui si parla di filatelia dedicata al vino. Questa raccolta è davvero bella, partiamo dall’ Argentina in onore delle due coautrici di Ciaffi. Argentina,

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Estampilla productos enogastronomicos argentinos 2000
Ecco il francobollo del 2000 con la busta e il foglietto dove dice che questo ha vinto il Primo Premio come francobollo più bello, che possediamo le ciaffone argentine.

Troviamo esempi di vini prodotti in Armenia, Bulgaria, Canada, Cuba, Francia,Ungheria, Israel, Luxemburg, Moldova, New Zealand, Portugal, Romania, Serbia, South Africa. Sono davvero tanti gli stati che hanno dedicato edizioni al tema enologico con incursioni tra vigneti, cantine ed etichette.

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La piccola Repubblica di San Marino, ha celebrato i vini europei (2007), i vini italiani (2005) e di San Marino.

I vini europei provenivano da sette Paesi selezionati da esperti del settore enologico. Sul foglietto, si leggeva un’affermazione di Leonardo da Vinci “Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”.

Dieci etichette di vini italiani furono scelti fra trentadue aziende italiane segnalate da alcuni esperti. Eravamo nel 2005. Troviamo anche un vino marchigiano: il Verdicchio.

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Ed ecco la serie 2009 dedicata ai vini di San Marino.

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Fonte immagini

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16 dicembre 2009

Cartoline da Firenze

Firenze

In questi giorni Gianna è stata a Firenze per assistere ad un Congresso e ci ha spedito delle immagini a modo di souvenir. Non solo la solita ed eterna cartolina sull’Arno, ma pure dei piccoli flash delle vetrine che fanno della sua visita un momento unico ed indimenticabile.

Come le vetrine di tutte le città, quelle di Firenze si sono vestite in questo periodo per il prossimo Natale. Ecco alcuni esempi.

Conigli

Il coniglio bianco circondato da orologi, referenza diretta al racconto di Alice nel Paese delle Meraviglie è il tema di questa vetrina di abbigliamento di uomo.

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Stupenda è questa vetrina di dolci piena di cioccolato e rose, ripresa impossibile da fare se non si è nei d’intorni di Santa Maria del Fiore, inconfondibilmente riflessa sul vetro.

Grazie Gianna per condividere con noi questi bei scatti.

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