Ciaffi

Piccoli tesori raccontano

Archivio della Categoria 'Un po’ di tutto…'

16 aprile 2009

Packaging Pasquale

Nestè Easter egg

Vi ricordate il mio angolo delle etichette e di food packaging? Per me un archivio per raccogliere informazioni sulle etichette alimentari. Sicuramente la confezione degli alimenti assolve a diversi ruoli: oltre a rappresentare un veicolo per informazioni tra aziende e consumatori, protegge le derrate alimentari da contaminanti ambientali, ha quindi una funzione importante per l’igiene. Serve per il trasporto e per prolungare la conservazione. Tuttavia spesso, parte del packaging ha finalità puramente estetiche e non è indispensabile. Pensiamo a queste giorni festivi, quante uova di Pasqua avete in casa? Appena scartate, sono certa che starete pensando se era necessario tutto l’addobbo e l’imballaggio, se qualcosa della plastica che ora gira per casa vostra poteva essere evitata. Si stima che il packaging che accompagnano i prodotti, occupi circa il 70% del volume di rifiuti. Il food packaging rappresenta circa il 50% del packaging totale.

Nel Regno Unito la Pasqua 2009 sarà da ricordare per le iniziative finalizzate a ridurre la mole di rifiuti dovuti agli imballaggi delle uova. Tra le prime multinazionali a dichiarare l’intenzione di ridurre gli imballaggi è stata la Nestlé. Le uova in vendita nel Regno Unito hanno quest’anno molto meno imballaggio di quelle in vendita in Italia. La multinazionale ha ridotto l’imballaggio del 30% e sostituito buona parte della plastica usata come protezione delle uova con del cartone riciclato e riciclabile.

Anche Cadbury UK, Kraft, Magna Specialist Confectioners, Mars UK hanno stipulato accordi con la Wrap-led Seasonal Confectionery Industry Working Group per attuare una significativa riduzione del packaging delle uova di Pasqua 2009. Ecco le due versioni del coniglietto in vendita da Mark&Spencer.
Il Guardian ha inaugurato un gruppo su Flickr sul tema “Egg-cessive easter packaging“, potete segnalare imballaggi “bad” da bocciare o “good” da segnalare per la loro eco-compatibilità.

Max the bunny

Fonti: wasteonline.org.uk, Guardian, Trashfood.com

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27 gennaio 2009

Scriviamo dei quaderni? E del riciclo?

Carta, carta, carta e anche tante scatole, confezioni di prodotti usati, da buttare, biscotti, bibite, liofilizzati… Abbiamo deciso di non buttarli più e dare una vita nuova, insomma, perché non utilizzarli per creare con essi dei quaderni o piccole taccuini? E da una semplice idea, ecco cosa abbiamo prodotto, quaderni o blocchi con dorso a spirale.

Molti prodotti, tra cui quelli dei cibi si presentano in scatole curate, con un packanging accattivante e con delle belle immagini. Finita la funzione di richiamo dagli scaffali del supermercato, una volta aperte, normalmente vengono scaricate tra i rifiuti producendo molta spazzatura.

Abbiamo pensato di raccogliere anche cartoline e cataloghi di carta più pesante, anche loro, invece di essere buttati, ora ci servono per realizzare le copertine dei nuovi quaderni.

Che fogli di carta usare per confezionarli? Avaevamo due possibilità, fogli già usati con una pagina ancora pulita oppure comprare fogli prodotti con residui della canna da zucchero.

Alcuni quaderni li abbiamo così confezionati con la carte della ditta Ledesma, la maggior produttrice di zucchero in Argentina. L’azienda utilizza la bagassa, un residuo della canna da zucchero per estrarre la cellulosa con cui produrre la carta. Questo minimizza lo sfruttamento delle risorse naturali, particolarmente del legno e contribuisce alla conservazione dell’ambiente. Una produzione sostenibile, quindi.

Volete vedere cosa abbiamo già preparato? Eccoli.3-mosaic3368351.jpg

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27 dicembre 2008

La guerra delle Bratz

bratz

Insieme ad altri vecchi giocattoli di mia figlia, è sempre rimasta nello scatolone delle cose da tenere, cari ricordi. E’ una delle Bambole della serie Bratz, ricevuta in occasione di un compleanno. Yasmine, il suo nome, è ancora fornita di alcuni degli accessori che si trovavano in vendita, abiti, scarpe, arredi. Ora la Mattel, azienda produttrice dell’intramontabile Barbie, ha vinto la causa contro la concorrente MGA Entertainment Inc. e ha intimato la concorrente di far sparire dai negozi le concorrenti Bratz che dal 2001 le insidiano quote di mercato.

Barbie e le Bratz sono agli opposti. Le forme della Barbie sono sempre quelle di una fashioned superdonna dalle gambe lunghe, morbidi capelli, affascinante sorriso, piedini di fata.
Le Bratz, tutta un’altra musica: proporzioni del viso irrispettosamente irrispettate, corpicino minuscolo, piedi immensi e scarpe pacchiane.

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La causa tra la Mattel e la MGA Entertainment Inc era cominciata dato che l’ideatore della Bratz, Carter Bryant, era ancora un dipendente Mattel quando aveva creato la sua nuova linea di bambole: Cloe, Sasha, Yasmin, Jade.
Bryant aveva proposto il giocattolo alla stessa Mattel, che non ne aveva approvato il progetto, e solo in seguito lo aveva proposto alla concorrente MGA.

Sembra che la MGA debba smettere immediatamente di produrre questo tipo di bambole, e ritirare entro la fine della stagione quelle già distribuite dagli scaffali dei negozi.

La MGA ha annunciato ovviamente il ricorso in appello.

Le Bratz e il merchandising collegato potrebbero diventare pezzi da collezione? :-D

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Via.

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10 novembre 2008

Salse da collezione

Condimenti da collezionare

Avete presente quelle bustine che troviamo alla tavola calda, nei fast food, al ristorante? Quelle che contengono condimenti vari come ketchup, olio, aceto, maionese.
Non si collezionano solo bustine da zucchero insomma, c’è anche chi fa collezione di questi condimenti. Guardate qui o qui quante ce ne sono.

Via

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4 novembre 2008

Election day: i gadget per tutti i gusti

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Sono iniziati gli sconti negli stores on line dei due candidati. Magliette, pin, buttons, manifesti, bambole, il merchandising prodotto è davvero illimitato. Tra tutti ci sono piaciuti questi. Da ritagliare Barack Obama, Sarah Palin, John McCain.
C’è anche Hillary. Forbici e colla! Da scaricare su folduscandicate

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4 settembre 2008

Francobolli gastronomici

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Oggi all’ufficio postale mentre ero in coda allo sportello, ho curiosato nella bacheca delle emissioni filateliche e ho trovato il francobollo che è stato dedicato allo Zafferano DOP dell’Aquila. Ne ho preso uno da inserire nella mia mini-collezione cresciuta in questi anni con i francobolli arrivati a casa o in ufficio, e infatti in prevalenza sono stranieri. Non mi è mai capitato di riceverne con temi gastronomici.

Dopo lo Zafferano, le Poste, sempre nella serie Made in Italy, hanno annullato il francobollo dedicato alla Sagra della Pasta all’Amatriciana. In precedenza alcuni temi alimentari erano già entrati in circolazione come leggo qui.
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Nel 1981, in occasione della 1° giornata mondiale dell’alimentazione, un del valore di 150 lire fu pubblicata l’immagine riproduzione di un dipinto d’un desco allestito per uno spuntino: accanto ad una pagnotta il fiasco di vino, un tovagliolo candido, un pomodoro, un bicchiere pieno a metà. Non ho trovato in rete l’esemplare.

Nel ‘94 invece due francobolli della serie ordinaria “Cibi italiani” mostravano rispettivamente un’abbondante spaghettata fumante, ovvero “La pasta” (riproduzione di un dipinto di Erminia Scaglione), e “Il pane” (di Dario Piazza).

Nel marzo ‘95 la galleria filatelica alimentare s’è arricchita con altri due protagonisti, il riso e l’olio.
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Nel ‘96, sempre nella serie “cibi italiani”, il protagonista è stato il vino italiano. Al prezzo di 500 e di 750 lire, i francobolli raffiguravano rispettivamente un vino bianco ed uno rosso: sullo sfondo colline coltivate a vigneti, in primo piano un grappolo d’uva; e poi, sul francobollo da 500 lire una bottiglia che versa del vino in un calice e sull’altro una bottiglia ed un calice pieno a mezzo. A commento dell’emissione, un bollettino illustrativo con un articolo firmato da Luigi Veronelli.

Nel 2005 la Gastronomia fu un tema proposto alle varie nazioni della Comunità europea e ho trovato alcuni esempi come l’esemplare uscito in Francia.
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Questi invece sono Islandesi
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La Slovenia ha celebrato il tema con questo dolce: Roll Cakes (Poticas)
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La Croazia con questi bolli nel 2006 in vinse il “Premio Internazionale d’Arte Filatelica“
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Ma ci sono altri esempi. Gli inglesi, nel1989 hanno dedicato ai vegetariani un francobollo raffigurante frutta e verdura. Nel principato di Monaco, invece, non mettono limiti alle tentazioni golose: nel ‘94 hanno scelto di esporre il gigante Gargantua circondato da una mandria di buoi e da tralci di vite ricchi di grappoli. E in un altro bell’esemplare, con la scritta “Confrerie du Grand Cordon d’Or de la cuisine française”, mostrano una tavola apparecchiata per due su una terrazza che s’affaccia sul mare. Tutt’attorno, i vari prodotti che entrano nella saporita gastronomia monegasca: dal pesce alle melanzane.

In Belgio, in un francobollo del ‘92, su fondo arancione campeggia – adagiato su un cappello da cuoco – un set di posate simbolo dell’Associazione dei Maestri Chef. La Spagna ha prodotto una serie dedicata alla “gastronomia popular”, puntando in primo luogo sulla paella ed i suoi principali ingredienti. Non si limita a mostrare gli ingredienti la Polinesia francese, che su un simpatico francobollo -inevitabilmente di grande formato- ha addirittura stampato anche la ricetta per preparare le banane al latte di cocco.

I tedeschi, in onore della birra – bevanda nazionale – hanno riprodotto una stampa d’epoca che immortala una fase della lavorazione. Dal canto suo il Portogallo punta, comprensibilmente, su una capace bottiglia di vino di Porto. Non basta? Beh, dimenticavo di dire che accanto alla bottiglia compare una lunga fila di grosse botti. Insomma, ce n’è più che a sufficienza per garantire agli estimatori una bella scorta. Prosit.

In un coloratissimo francobollo iraniano che purtroppo non ho trovato come immagine, si può invece trovare Paperino eroe dei fumetti alle prese con un bricco di latte. Divertente pure una serie israeliana che sembra fatta apposta per promuovere la filatelia e insieme il gusto della buona tavola: è infatti un filatelico – sorridente e con tanto di gran tovagliolo annodato dietro al collo – l’omino che scruta attentamente un piatto con la lente d’ingrandimento.

In Perú non sorprende che siano i tuberi della patata ad essere stati scelti per un francobollo a tema alimentare.
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Negli USA ho trovato questi coloratissimi francobolli sulla frutta tropicale.
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E guardate che belli questi che richiamano l’attenzione sui prodotti locali
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Links: Stampnews, My Philately, foodwatch, Posta Slovenije, Lagazzettaweb.

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29 agosto 2008

La rana e il crocifisso:Le prime cose che mi sono venute in mente

Post tra il serio e l’ironico.

Sapete la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho visto l’immagine della rana crocifissa esposta al centro di Bolzano nel museo d’arte moderna e dopo aver letto in rete e il post di Malvino? Mi sono tornate in mente i gadget anfibi della Kinder Ferrero di qualche anno fa. Si chiamavano Ranoplà. Non se la prenda l’artista, ma questo mi è venuto da pensare, oltre a riflettere su come gli sia venuto in mente di rappresentare la rana crocifissa.

Ranopla

Però devo ringraziarlo perchè è grazie a lui, mi è venuta la curiosità di cercare quale significato si celi dietro a questo anfibio che ha dato tanto alla scienza. Chi non ricorda gli studi di Galvani sulla fisiologia muscolare condotti sugli arti della rana? e ancora oggi la rana è usato come modello sperimentale per studi di neurofisiologia.

ESperimenti di Luigi Galvani sul muscolo della rana.

Esperimenti con muscolo di rana condotti da Luigi Galvani.

Ma torniamo alla rana e al suo significo nella storia e alle sue rappresentazioni artistiche.

Nelle tradizioni dell’America precolombiana la rana era portatrice di salute, teneva lontano il male e le energie negative. La dea Centeotl, patrona delle nascita e della fertilità, era rappresentata come una rana. Rane e rospi erano considerati inoltre spiriti della pioggia: alcune tribù peruviane e boliviane creavano piccole immagini di rane da posizionare sulle colline per invocare la pioggia.

Proprio la rana “Diva del crepuscolo”, è protagonista di una collezione privata che potete ammirare qui.

La collezione comprende un migliaio di oggetti che rappresentano rane, realizzati in diversi materiali: dalla pietra al vetro, dall’avorio alla terracotta, alla plastica. La collezione venne avviata negli anni Settanta, dopo l’acquisizione da parte del proprietario di alcuni terreni nella zona del vercellese, abitata da moltissimi esemplari di questi anfibi. Si appassionò inizialmente alla cucina della zona, che comprende piatti prelibati a base di rane ma successivamente iniziò ad acquistare rane di ogni tipo e dimensione sul mercato antiquario e durante numerosi viaggi in India, Cina, Giappone, Thailandia, Messico, Russia, Brasile, Argentina…

Ecco uno dei pezzi della collezione esposta nella mostra.

Rana dalla Collezione del Castello di Pralormo

La rana crocifissa da cui siamo partiti? Eccola!

Rana crocifissa di Martin Kippenberger

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16 agosto 2008

Fuwa Gadget: BEIbei, JINGjing, HUANhuan, YINGying e NIni.

BEIJING HUANYING NI= Pechino ti da il benvenuto

Chissà cosa penserebbe il barone De Coubertine di questo robot che accoglie visitatori e turisti all’aeroporto di Pechino.

Mascotte

E’ una delle 5 mascotte delle Olimpiadi cinesi, Olimpiadi precedute da polemiche e che tra altre polemiche procedono. Ma lo spettacolo va avanti, gli sponsor con i loro investimenti per la pubblicità non vanno delusi. La macchina organizzativa non si può fermare.

Le mascotte le vediamo danzare allo stadio, ma anche fuori se ne avverte la presenza. Eccole troneggiare sui fast food della McDonald’s uno dei food sponsor legato indissolubilmente ai Giochi Olimpici. Quale migliore occasione per entrare nel mercato, consolidare le proprie posizioni e affezionare i cinesi ai Big Mac.

Mascotte cinesi

Le cinque mascotte, si chiamano Beibei, Jingjing, Huanhuan, Yingying e Nini. Rappresentano rispettivamente il pesce, il panda, la fiamma, l’antilope tibetana e la rondine. Secondo le tradizioni popolari cinesi, originariamente indicano prosperità, felicità, passione per lo sport, armonia tra uomo e natura, fortuna. Armonia tra uomo e natura messa a dura prova. Basta vedere i bollettini sulla qualità dell’aria nella capitale.

Le mascotte sono state disegnate dall’artista Han Meilin. La scelta delle mascotte, lanciata molto tempo prima, ha visto una fortissima partecipazione della popolazione cinese: sono state organizzate svariate indagini su internet che hanno attratto milioni di entusiasti votanti.

Han Meilin Han Meilin

In un Paese dove le credenze popolari e la superstizione giocano ancora, soprattutto nelle zone rurali un ruolo fondamentale, numerosi blogger cinesi si domandano se quelli che in principio avevano una valenza positiva, personifichino oggi cinque cattivi presagi.

Il panda Jingjing ricorda ai cinesi la concentrazione di questa specie protetta nel Sichuan, la regione pesantemente segnata dal terremoto agli inizi di maggio.

Huanhuan rappresenta la fiaccola olimpica, oggetto di forti contestazioni e incitazioni al boicottaggio dei giochi durante il suo arrivo a Pechino.

L’antilope tibetana Yngying viene immediatamente collegata alla sanguinaria repressione dei monaci buddisti in Tibet.

La rondine Nini è tipica del Weifang, località dove a fine aprile settanta cinesi hanno perso la vita in un tragico incidente ferroviario.

Infine Beibei è uno storione che vive nelle acque dello Yangtzé, fiume tristemente famoso per i suoi frequenti straripamenti che hanno inondato la Cina e colpito drasticamente numerosi villaggi di agricoltori.

Superstizioni a parte, dal merchandising legato ai simboli e alle mascotte olimpiche il Bocog, il comitato organizzatore delle Olimpiadi pensa di ricavare circa 300 milioni di dollari. Ce ne sono diverse sotto forma di gadget e in confezione regalo. Come queste qua sotto.

Mascotte Fuwa

Poi ce ne sono da ritagliare, da colorare o da costruire. Abbiamo trovato anche un orologio della Swatch.

Mascotte di carta

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24 luglio 2008

La sindrome della soffitta piena

soffitta

Foto: www.ilgiornale.it

La chiamano sindrome della soffitta piena. E’ la tendenza ad accumulare oggetti di tutti i tipi senza disfarsene mai. Provate a verificare se anche voi ne siete affetti!

Ecco il test di cui si è parlato in una recente puntata di TG2 -Costume e società:

Conservare oggetti inutili?
E’ difficile per voi disfarvi di ciò che tenete da parte?
Avete stanze stracolme?
Bisogna che vi chiedano il permesso di buttare le cose accumulate?
E’ difficile per voi fare ordine?
Vi da fastidio che qualcuno metta le mani sulle cose conservate?

Se avete risposto “si” alla maggior parte delle domande, è altamente probabile che fate parte dei soggetti affetti dalla sindrome.

Ma addirittura una patologia? Oggetto di attenzione di psicologi?

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7 luglio 2008

Un bicchiere di chinotto

Chinotto-pubblicità Recoaro

Il colore è simile alla Coca-Cola, ma il Chinotto è il soft drink tutto italiano nato negli anni trenta anche se non si conosce la data precisa. Diverse aziende, non solo italiane, hanno iniziato a produrlo, attualmente si trova anche in lattina e in versione energy.

Oggi la biochimica che ho dentro, lo guarda e si chiede cosa ci sia dentro? Acqua, zucchero, caramello, aromi ecc…  ma ieri ripercorrendo le caldi estati di quando ero bambina e questa era la bevanda che accompagnava le mie merende al mare, mi è venuta la curiosità di cercare notizie su questa bevanda così popolare, e ho trovato un sito interamente dedicato al chinotto. Per i nostalgici delle etichette, delle locandine, di quegli oggetti che lo pubblicizzavano al bar, ecco Chinotto.com

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